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Sotto le stelle del cinema, c’è Aki Kaurismäki

[oblo_image id=”1″]Per la rassegna Sotto le stelle del cinema, organizzata dalla Cineteca bolognese, questa sera, domenica 13 luglio, sarà proiettato L’uomo senza passato (2002) di Aki Kaurismäki. Ancora una volta la manifestazione trasformerà in sala cinematografica l’intera Piazza Maggiore, con uno schermo gigante su cui verranno proiettati film in lingua originale, spesso restaurati. L’opera del regista finlandese fa parte di un ciclo, intitolato ‘Mercante di sogni’, che omaggia la carriera del produttore Valerio De Paolis e i 25 anni della sua BIM.

Ne L’uomo senza passato Kaurismäki ci narra di uno sconosciuto viaggiatore, che perde la memoria in seguito all’aggressione di tre teppisti. Il suo stile poetico e quasi onirico ci racconta del disorientamento dell’individuo, in una società distratta, incapace di occuparsi dei propri emarginati. Questi infatti costruiscono un proprio mondo, una loro zona culturale, in cui si confinano stringendo tra loro legami forti e silenziosi. Il significato di ciò sembra racchiudersi tutto nella battuta dell’elettricista, nel dichiarare quale sia il proprio onorario: «Se mi vedi a faccia in giù su una strada, rivoltami!». Non esistono più le consuete norme economiche, mentre principi di mutuo soccorso e nuovi valori simbolici si attivano, in questa zona socio-culturale che sembra un mondo altro, ben oltre i confini urbani.
Il signor M., l’uomo privato del passato e della propria identità, trova accoglienza in questa comunità sommersa e riscopre se stesso facendo a meno della memoria, quel sedimento mentale che in questa storia ci appare ingombrante e ne esce quasi ridicolizzata.

[oblo_image id=”2″] I passi che muove nel suo nuovo ambiente sono quelli incerti di un bambino, che cerca di curiosare attorno al proprio corpo, e sono quelli maldestri di un apprendista, che gioca con gli oggetti e con le relazioni, al fine di comprenderne il funzionamento.
Emblematiche, a tale proposito, sono due scene. La prima è quella in cui, seduto al bar con Nieminen, viene da quest’ultimo invitato a riconoscere i nomi degli oggetti. La sua ironia nel chiamare “donna” un tavolo vuole proprio esprimere che, in realtà, saper individuare solo la denominazione di quell’oggetto non serve certo a restituirgli il suo significato, ovvero quel vissuto che lo rende familiare.
La seconda scena è quella in cui accompagna a casa Irma. Quel gesto di saluto, quel bacio “rubato”, colmo di reciproco stupore e impaccio, pare avere la forma di una prova teatrale, in cui si simulano movimenti e battute. In quest’azione il regista riversa tutta la delicatezza e l’incanto del suo stile, permeando l’atmosfera di quelle battute essenziali, che nella loro ingenuità disarmante costruiscono una comicità affilata e irresistibile.
La vicenda dello smemorato M. rappresenta sostanzialmente una ri-culturalizzazione, ovvero il proporsi a un’educazione nuova, mettendo nuovamente in gioco quelle personali risorse che, come individuo privo di ricordi, si ritrova anche privo della conoscenza del mondo. Perché la conoscenza non è solo sapere astratto ma passa per il contatto con il mondo stesso, per quel contesto vitale che è la vera perdita che egli subisce. Ecco perché si rende possibile la sua rinascita e la sua nuova felicità, perché i suoi dolori passati e i suoi vizi (scoprirà poi di essere un giocatore incallito) sono ancorati a un mondo da cui ormai è distante, sia fisicamente che mentalmente.

[oblo_image id=”3″] Di grande interesse, poi, è l’attenzione alla “memoria sonora”, che attraversa l’intera pellicola, sia per le iniziative di rinnovamento musicale che il protagonista propone ai musicisti dell’ente sociale, sia per quella sua affermazione, in cui dichiara di non ricordare nulla, neanche un suono! Ecco che la percezione acustica, il paesaggio sonoro perduto, viene indicato come un impoverimento rilevante, che sancisce la definitiva scissione dal passato. Quindi anche la ricerca verso la nuova esistenza passa per i suoni e in particolare per la musica, di cui è intriso l’ambiente dei proletari, dalla fisarmonica dell’uomo grasso, alla piccola banda che si convince ad accompagnare feste danzanti e ancora al juke box che riempie magicamente il vuoto del container.
Kaurismaki sembra così alludere, da un lato, al valore fondamentale dei suoni nel vissuto umano (rinviando alle teorie di Murray Schaffer sul “paesaggio sonoro”) e dall’altro a quel potere terapeutico (musicoterapico) che la stimolazione sonora potrebbe avere nel recupero della memoria e nella riabilitazione alla vita.

I prossimi appuntamenti del “Mercante dei sogni”:

– Lunedì 14 luglio
THE QUEEN – LA REGINA
(The Queen, GB/2006, 97’)
Regia: Stephen Frears. Con: Helen Mirren, James Cromwell, Alex Jennings.
Introduce Paolo Mereghetti

– Martedì 15 luglio
IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE
(Le Fabuleux destin d’Amélie Poulain, Francia-Germania/2001, 122′)
Regia: Jean-Pierre Jeunet. Con: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz
Introduce Giacomo Manzoli

– Mercoledì 16 luglio
ADDIO MIO CONCUBINA
(Ba wang bie ji, Cina/1993, 171′)
Regia: Chen Kaige. Int.: Gong Li, Leslie Cheung
Introduce Marina Timoteo, sinologa

– Giovedì 17 luglio
UNA STORIA VERA
(The Straight Story, USA/1999, 112′)
Regia: David Lynch. Con: Richard Farnsworth, Sissy Spacek
Introduce Franco La Polla

– Venerdì 18 luglio
LA TIGRE E
IL DRAGONE (Wo hung cang long, USA/2000, 119′)
Regia: Ang Lee. Con: Chow Yun-Fat, Michelle Yeoh
Introduce Marina Timoteo, sinologa

a seguire

HONG KONG EXPRESS (Chung hing sam iam, Hong Kong/1994, 102′)
Regia: Wong Kar-wai. Con: Brigitte Lin, Tony Leung

– Sabato 19 luglio
I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN
(Brokeback Mountain, USA/2005, 134′)
Regia.: Ang Lee. Con: Heath Ledger, Jake Gyllenhaal
Introduce Rita Monticelli, studiosa di letteratura anglofona

– Domenica 20 luglio
LO SCAFANDRO E LA FARFALLA
(Le Scaphandre et le papillon, Francia/2007, 112′)
Di: Julian Schnabel. Con: Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner. D.: 112’
Introduce Gianfranco Maraniello, direttore MAMbo

Per informazioni: Cineteca di Bologna

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