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L’occhio del nemico nelle foto della Grande Guerra

[oblo_image id=”1″] Alteri ufficiali e semplici soldati colti nei momenti di riposo e di svago o nelle trincee, bambini in uniforme, donne al lavoro, fiumi e montagne del Tirolo e altri scorci di località attraversate dalla prima guerra mondiale: tutto ciò lo si può vedere nell’Ala Brasini del Museo Centrale del Risorgimento di Roma al Vittoriano dove, fino al 30 aprile, è allestita la mostra L’occhio del nemico. Fotografie austro-ungariche della Grande Guerra” a cura di Marco Pizzo.

Si tratta di circa 150 foto di guerra opportunamente scelte tra le 3000 rinvenute recentemente dopo il riordino dei documenti custoditi nell’Archivio dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

Scattate sul fronte e nelle retrovie austro-ungariche durante la guerra del ’15-’18 da un anonimo ma esperto fotografo dell’esercito avversario, queste fotografie inedite oltre a testimoniare il doloroso periodo storico, diventano anche arte per l’alto valore estetico. Infatti le piccole immagini in bianco e nero colpiscono per la cura tecnica con cui sono state realizzate e per l’attenzione al dettaglio che le diversifica da quelle italiane, più intese come reportage degli avvenimenti bellici.

Organizzati in quattro sezioni (Ritratti, Particolari, Città, Attività), gli scatti ritraggono la vita dei soldati dell’esercito avversario, da quelli che si prestavano a modello per pitture o sculture a quelli impiegati nelle buie trincee, nei depositi di munizioni, nelle caverne di reggimento, nei laboratori per forgiare il ferro a Wippach, nelle falegnamerie e nei panifici.

Se li si osserva mentre fanno il bagno nelle tinozze o mentre fumano sdraiati su una branda, la guerra sembra davvero dimenticata fino a riapparire con tutta la sua tragicità nelle corsie degli ospedali da campo, dove i malati sono sottoposti a bagni di disinfestazione.

Anche gli scenari urbani offrono immagini contrastanti: le foto della vecchia Trieste, dove [oblo_image id=”2″] passeggiano eleganti signore e la vita sembra scorrere tranquilla, stridono con quelle di Palmanova e Duino, città distrutte dai bombardamenti, le cui vie invece appaiono popolate solo da soldati, carri e cannoni.

Inoltre nelle foto esposte sono presenti anche i nostri militari, prigionieri di guerra dell’undicesimo battaglione sull’Isonzo a cui nel settembre del 1917 gli austro-ungarici distribuivano i viveri.

La Grande Guerra è quindi vista dall’obiettivo fotografico del nemico che, inquadrando i volti espressivi dei suoi protagonisti, riesce a descriverla anche nella sua componente emotiva.

L’occhio del nemico. Fotografie austro-ungariche della Grande Guerra

Periodo: dal 12 dicembre 2007 al 30 aprile 2008 Sede: Museo Centrale del Risorgimento – Roma, Via di San Pietro in Carcere (Complesso del Vittoriano)
Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 9.30 alle 17.30
Biglietti: ingresso libero
Info: tel.066793598
museovittoriano@tiscali.it
www.risorgimento.it

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