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Germinale Monferrato Art Fest 2026: 60 artisti e 18 comuni per esplorare il mare solido delle colline

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Sessanta artisti, 29 sedi espositive e 18 comuni del Basso Monferrato: Germinale Monferrato Art Fest torna dall’11 settembre al 4 ottobre 2026 con la sua terza edizione, intitolata Di marne feconde, un mare. La rassegna di arte contemporanea diffusa, curata da Francesca Canfora, sceglie quest’anno di scavare letteralmente sotto la superficie del paesaggio monferrino, risalendo alle origini geologiche di un territorio che milioni di anni fa era un fondale marino.

Le marne — rocce composte da argilla e calcare che affiorano nelle colline — custodiscono fossili e sedimenti di quell’antico mare. Sono le stesse rocce da cui nascono gli Infernot, le architetture sotterranee scavate a mano riconosciute come Patrimonio Mondiale UNESCO. Partendo da questa stratificazione fisica e culturale, il festival trasforma il Monferrato in un laboratorio a cielo aperto dove l’arte contemporanea dialoga con la memoria profonda del territorio.

Gli artisti: da Luigi Mainolfi a Richi Ferrero

Tra i 24 artisti invitati spiccano due nomi di peso. Luigi Mainolfi (Rotondi, 1948), presente alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel, porta ad Asti la scultura in bronzo Soltitan, che troverà posto nell’atrio di Palazzo di Città — lo stesso artista che nel 1995 realizzò i Drappi del Palio astigiano. Richi Ferrero (Torino, 1951), artista e regista formatosi nel teatro sperimentale, porta invece la sua ricerca sulla luce come strumento percettivo, capace di trasformare spazi urbani e architetture in esperienze sensoriali.

Accanto a loro, il programma coinvolge altri artisti affermati e mid-career tra cui Paola Anziché, Domenico Borrelli, Claudio Cravero, Daniele Ratti e Marzio Zorio, insieme a numerosi altri nomi del panorama contemporaneo italiano e internazionale. A questi si aggiungono 10 artisti in residenza, selezionati tramite bando pubblico e annunciati entro il 15 luglio, che lavoreranno e esporranno nelle sedi del festival per tutta la durata della rassegna.

Opere permanenti: il museo diffuso cresce

Ogni edizione di Germinale lascia sul territorio almeno un’opera permanente. Nel 2026 saranno due. Carlo Gloria ha realizzato un murale a Rinco, frazione di Montiglio Monferrato, nato da un percorso partecipativo con gli abitanti: i cittadini hanno contribuito alla progettazione e sono stati ritratti nel dipinto. L’opera è autofinanziata dall’artista e dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS.

La seconda opera permanente è un intervento del duo Boscolo-Rossetto sulla facciata della Chiesa della Trinità a Villadeati. Il progetto lavora sul rosone come elemento percettivo: di giorno raccoglie i giochi di luce interni, di notte proietta la luce verso l’esterno, trasformando la relazione tra l’edificio e chi lo osserva.

Asti e Casale Monferrato: le due sedi principali

Ad Asti il percorso espositivo si sviluppa in due palazzi storici. Palazzo di Città, sede del Comune dal XVI secolo e rinnovato in forme barocche da Benedetto Alfieri, accoglie la scultura di Mainolfi nell’atrio. Palazzo Mazzetti, sede del Museo Civico e cuore della rete della Fondazione Asti Musei, ospita invece un’installazione di Domenico Borrelli: è la prima volta che un’opera di Germinale entra in questi spazi.

Casale Monferrato partecipa per la prima volta con tre sedi: il Castello dei Paleologi, il Chiostro del Museo Civico Bistolfi e il Chiosco delle Visioni, quest’ultimo destinato a ospitare una residenza d’artista. La città monferrina porta così il festival oltre i confini della provincia di Asti, allargando la rete verso Alessandria.

I progetti speciali: Selva Art Prize, The Monferriner e Visagi

Torna per il secondo anno il Selva Art Prize, dedicato agli artisti under 40. I 15 finalisti, selezionati tramite bando, esporranno in una mostra collettiva all’ex Asilo Regina Elena di Castagnole Monferrato. Il primo premio prevede l’acquisizione dell’opera vincitrice e un corrispettivo di 2.500 euro.

Debutta invece The Monferriner, progetto editoriale nato dalla collaborazione tra Germinale e l’agenzia creativa torinese sixeleven. Si tratta di un profilo Instagram che raccoglie illustrazioni dedicate al Monferrato — Infernot, borghi, castelli, paesaggi — con una open call aperta agli illustratori. Le opere selezionate saranno esposte durante il festival negli spazi dell’ex Farmacia di Cocconato d’Asti.

Il fotografo Claudio Cravero porta invece Visagi — dal piemontese: viso, faccia, aspetto — nel centro storico di Olivola. Il progetto, che ha già attraversato otto comunità del Monferrato, racconta l’identità dei luoghi attraverso ritratti fotografici en plein air degli abitanti, esposti poi nelle piazze e nelle vie del paese.

460 bambini diventano archeologi del futuro

Tra i progetti che hanno già preso forma prima dell’apertura c’è Micromondi sotto i piedi, laboratorio per le scuole primarie guidato dall’artista Gregorio Furnari. Quattrocentosessanta bambini di nove scuole del territorio hanno realizzato formelle in argilla — impronte di oggetti quotidiani, naturali e tecnologici — trasformandosi in archeologi del presente. Le opere confluiranno in un’installazione collettiva esposta nella romanica Pieve di San Lorenzo a Montiglio.

Il programma si completa con talk su arte e sostenibilità ambientale, workshop e performing arts in collaborazione con Casa degli Alfieri. Germinale fa parte del circuito Orma, tracce d’artista, che raccoglie le principali iniziative artistiche di Langhe, Monferrato e Roero.

La rassegna è prodotta dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e la collaborazione di Fondazione Asti Musei. Tutte le informazioni sul sito www.germinale.art.

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