Raffaele Quida porta a Faenza sette opere tra sculture, installazioni e una videoperformance. Spazio – Forza – Energia, la mostra che inaugura mercoledì 8 luglio 2026 al Museo Carlo Zauli, mette in scena un confronto diretto tra la ricerca dell’artista pugliese e l’universo plastico e materico del maestro faentino.
La mostra, a cura di Luigi De Luca, Barbara Vincenzi e Matteo Zauli, non è una celebrazione né una rilettura formale dell’opera di Zauli. È piuttosto un dialogo tra due sensibilità scultoree che condividono un’idea di fondo: la scultura come processo, trasformazione e relazione con la materia. Quida lavora con piombo, rame, ferro e gesso — materiali industriali lontani dalla tradizione ceramica — eppure il suo approccio risuona con quello di Zauli nel modo in cui interroga fenomeni fisici, naturali e percettivi.
Cinque elementi, cinque opere
Il percorso espositivo si struttura attorno a cinque principi — spazio, luce, peso, segno e acqua — che Quida individua come fondanti anche nella pratica di Carlo Zauli. Ogni opera affronta uno di questi temi attraverso gesti semplici ma radicali.
Ad aprire la mostra è Empty the Void, accompagnata da una videoperformance con testo di Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano di Padova. Due contenitori di piombo — uno colmo di gesso liquido, uno vuoto — si scambiano il proprio contenuto in un ciclo continuo, trasformando il pieno in vuoto e il vuoto in pieno. Il vuoto non è assenza, ma materia invisibile e attiva.
Con Ombra, il contrasto tra gesso e piombo rende visibile la luce attraverso la sua mancanza: è l’ombra a costruire volume e tridimensionalità. Tre forme un peso sovverte invece la percezione della massa: tre volumi di dimensioni diverse raggiungono lo stesso peso grazie all’inserimento del piombo, facendo della gravità un principio costitutivo della scultura.
Segno lascia segno traduce energia e tempo in superficie: una barra di rame incandescente imprime sul piombo la traccia permanente del proprio passaggio. Il gesto diventa trasformazione fisica della materia.
Chiudono il percorso due installazioni dedicate all’acqua — Botola d’acqua e Botole ellittiche d’acqua — dove sottili tondini metallici disegnano le onde concentriche generate da un corpo che cade nell’acqua. Un’immagine effimera che rimanda a uno degli elementi centrali nella ricerca di Zauli, per il quale l’acqua era la forza capace di modellare e dare origine alla ceramica.
Una performance con i bambini
Durante la mostra, Quida realizzerà un’opera-performance che coinvolge i bambini, ispirandosi alla sensibilità di Carlo Zauli nei confronti delle generazioni più giovani. Ogni bambino creerà la propria forma dell’acqua in ceramica, seguendo la propria immaginazione. Le opere realizzate saranno documentate fotograficamente ed esposte come parte integrante del progetto.
Da Faenza a Lecce
La mostra resterà aperta fino al 9 agosto 2026. Dal 23 ottobre, l’esposizione si sposterà al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, ampliando il dialogo tra la tradizione ceramica emiliana e il contesto artistico pugliese da cui proviene Quida.
Spazio – Forza – Energia è realizzata con il sostegno del Comune di Faenza, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Info e orari
L’inaugurazione è mercoledì 8 luglio alle 19:00. La mostra è visitabile fino al 9 agosto 2026 presso il Museo Carlo Zauli, in via della Croce 6 a Faenza. Gli orari di apertura sono: martedì e giovedì dalle 14:00 alle 17:00, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10:00 alle 13:00. Informazioni e prenotazioni su www.museozauli.it.