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Un campionato per giocarsi…la “prima pagina”

È già alla terza edizione il campionato degli aspiranti giornalisti, dedicato agli alunni di numerosi istituti ferraresi. Un concorso che motiva lo spirito competitivo con un ambito premio in palio: la realizzazione di una pagina giornalistica che sarà realmente pubblicata. Un’occasione, per redattori in erba, di mostrare la propria passione per la parola scritta e in particolare per la comunicazione su carta stampata.

La metafora del “campionato” non si riferisce solo all’agonismo che contrassegnerà l’evento, ma rimanda anche alla tempistica di svolgimento. Infatti il concorso durerà un’intera “stagione” scolastica e avrà termine il prossimo maggio 2008.

L’iniziativa reca la firma de Il Resto del Carlino, che ospita il concorso sul sito del proprio quotidiano e provvederà alla pubblicazione della pagina vincitrice. La sponsorizzazione è invece quella della Cassa di Risparmio di Ferrara e della Fondazione Carife.

Il metodo di valutazione prevede una doppia giuria: una tecnica, composta da otto membri di esperti, l’altra popolare. Ogni classe dovrà comporre una pagina rispettando criteri professionali, dalla disposizione dei pezzi, alla lunghezza in battute, fino all’inserimento di immagini.

[oblo_image id=”2″] La prima classe che si è trasformata per un giorno in redazione è stata la IV B del Liceo socio-psico-pedagogico “Cevolani” di Cento (Fe). Il gruppo, tutto al femminile, ha affrontato una riflessione sulla Costituzione italiana, soffermandosi su quegli articoli che hanno segnato il riconoscimento delle “pari opportunità”. Un argomento che potrebbe sembrare “forzato” in una classe composta da sole ragazze ma che rivela, invece, quanto ancora sia viva l’esigenza di una riflessione, tra le adolescenti di nuova generazione, su questa tematica tutt’altro che anacronistica.
Ne sia una riprova pure solo il recente rifiorire della protesta femminista, che ha organizzato un “corteo rosa” a Roma, lo scorso 24 novembre destando l’interesse dei media. Le “web streghe”, come le ha definite la giornalista Simonetta Fiori (La Repubblica, 28 novembre 2008), sono le nuove ribelli, donne dai venti ai cinquanta anni che rivendicano un’identità fatta non solo di “diritti teorici”.

Dal virtuale dei blog alla realtà della piazza la richiesta è per un rinnovamento che passa da un mutamento culturale e comportamentale. Insomma si tratta di conquistare, come anche le giovani redattrici di Cento sembrano aver colto, quella “consapevolezza” di genere, fondata sui valori di un nuova rete relazionale. Una rete che non sia fatta di sola protezione dalla violenza né soltanto di ruoli che emergono dalla negazione del maschile. Il processo invece dovrebbe essere dinamico ed endemico, come afferma la filosofa Luce Irigaray (La Repubblica, 28 novembre), al fine di costruire non un mondo al femminile ma un mondo che benefici dell’intervento e del pensiero femminile. Nell’idea della studiosa belga, infatti, c’è la necessità di una rivisitazione della cultura “maschilista”, su cui si fonda anche tutta la teoria della psicanalisi, per produrre un modo di pensare equilibrato, che concepisca davvero una relazione proficua tra i due sessi, incentrata proprio sulla ricchezza della loro diversità.

Che sia questo germe di autoaffermazione ad aver ispirato le ragazze del Liceo “Cevolani”? Qualunque sia la risposta, a loro va un plauso, per la sensibilità e l’intuito di aver affrontato un tema di estrema attualità, con cui sembrano proiettarsi in una nuova fase storica…da protagoniste.

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