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Torno subito, ovvero il buon cinema fai da te

Avviso ai naviganti: se all’ascolto ci sono registi che esigono budget stratosferici anche solo per leggere un copione, cominciate a preoccuparvi. E se qualche produttore comincerà a obiettare che per fare un film ci vuole molto meno di quello che chiedete, prendetevela con un certo Simone Damiani.

Chi è Simone Damiani? Un 28enne regista di videoclip e documentari per History Channel, MTV Italia, addirittura Virgin Uk, che ha voluto fare un esperimento interessante: realizzare un film in digitale, con troupe e attori volontari (e fin qui, cose che capitano spesso) e distribuirlo in rete. Gratis. Sì, proprio gratis. Due click su www.torno-subito.it e ve lo vedete direttamente in streaming o ve lo scaricate, sono poco più di 600 mega.

Perché “Torno Subito”, Simone?Siete mai passati davanti ad una vetrina con un cartello con la scritta “Torno subito”? Cosa vuol dire subito? E per dove si parte? E quando si parte? E se non si dovesse tornare mai più? Questa è una delle domande che si pongono i personaggi del film”. Una buona idea che per una volta sfugge alle forche caudine della produzione e della distribuzione “Abbiamo visto troppi buoni film italiani naufragare e finire nel dimenticatoio per colpa di una distribuzione che non arriva mai – dice Simone – E così abbiamo deciso che la missione di questo film sia quella di farsi vedere, in tutti i modi possibili. Prendiamo la Rete come punto di partenza, e poi, chissà“.

Detto, questo, “Torno subito” è anche un buon film. Il soggetto c’è, la sceneggiatura, per ammissione dello stesso autore, è un collage di citazioni cinematografiche e letterarie che rendono il senso dell’azione dimostrativa, ma che non fanno perdere il filo del racconto. Anche tecnicamente, la qualità dell’immagine è ottima, e non ha niente da invidiare all’ultima generazione di film indipendenti, non solo italiani. “Il film è stato girato in alta definizione – continua il giovane regista – E’ affascinante girare in pellicola, ma i tempi e i costi di quel tipo di lavorazione non si sposavano al nostro progetto. Così, su invito del nostro direttore della fotografia, Fabio Tibaldi, abbiamo sperimentato uno standard di ripresa che oggi sta riscuotendo grande successo tra i cineasti indipendenti. La nostra stessa camera è stata usata per esempio anche dalla regista Anna Negri per girare il suo ottimo Riprendimi“.

La mossa dimostrativa ha comunque il suo effetto. Perché, anche se qua e là le incertezze non mancano, il risultato è stato raggiunto. E adesso?Ci aspettiamo che in uno dei prossimi giorni ci contatti un produttore e ci dica:’Visto che avete fatto questo film senza budget, vediamo cosa sapreste fare con un po’ di soldi’ – conclude Simone – Sono convinto che per fare cinema servano soldi, ma non troppi, il giusto. Abbiamo scelto una storia che non avesse bisogno di budget, ma esistono storie stupende che per essere raccontate hanno bisogno di grandi mezzi. Voglio dire, se serve un elicottero, ci deve essere un elicottero. Immaginate Apocalypse Now senza elicotteri“.

Come dire: trema, Coppola. Damiani sta arrivando.

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