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Standing ovation bianconere: Tiago e Del Piero

[oblo_image id=”1″] Se segni due gol al Real Madrid e abbandoni il campo omaggiato dalla standing ovation di tutto il pubblico del Bernabeu, il resto rischia di apparirti privo di valore. Alessandro Del Piero è abituato agli applausi. Quelli dei tifosi bianconeri non sono mai mancati. Ora però che ha raggiunto le 34 primavere, anche lontano da Torino riceve il riconoscimento ad una carriera straordinaria che non ha ancora imboccato il viale del tramonto. E così anche a Verona, i supporters del Chievo si sono uniti a quelli bianconeri in un lungo scrosciante tributo a coronare l’ennesima prestazione superlativa con la “solita” perla su punizione. Come ha sottolineato il numero dieci ci sono cose che non vengono conteggiate dagli almanacchi ma che danno ancora più soddisfazione. Lo sa bene – o forse anche meglio – chi per mesi si è dovuto accontentare di un triste silenzio pesante come il novembrino cielo torinese. Tiago Cardoso Mendes, per un intero campionato, è stato dipinto come autentico oggetto misterioso della Vecchia Signora. Relegato stabilmente in panchina dall’allenatore, mal visto dai tifosi che lo ritenevano un acquisto a vuoto, rimproverato pubblicamente anche dalla Società per il suo ostracismo ad accettare nuovi lidi. Era l’ultimo della lista. Poi l’epidemia che ha falcidiato il centrocampo juventino, ha riaperto uno spiraglio. Volente o nolente Ranieri ha offerto al portoghese dal volto triste come il fado un’altra occasione. L’ultima. Stavolta però Tiago ha risposto presente e i risultati si sono visti. Quattro vittorie in altrettante partite, un apporto concreto in fase d’interdizione e personalità nel chiedere palla per alzare il livello qualitativo della manovra. Anche per lui al momento del cambio, si sono sentiti applausi dolci come una consacrazione. Ricorderà Platini solo per il taglio di capelli e Brady per la riluttanza a parlare, ma questo Tiago è servito e servirà ancora parecchio nel cammino bianconero. Nel fratttempo si continua a lavorare. Ma sentire applausi come sottofondo aiuta a non avvertire la fatica…

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