Revanche, vendetta nei confronti di ignoti

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Revanche
di Götz Spielmann
Austria, 2008
Nomination: Miglior film straniero

Destino, e per giunta infame. Vienna, esterno a luci rosse. Una coppia un po’ anomala, donna di facili costumi più fattorino del relativo protettore, progettano rapina per emancipazione del (con tutto il rispetto) magnaccia e vivere felici e contenti. La rapina (guarda caso) va male e costringe i due a un calvario esistenziale alla ricerca del proprio io.

[oblo_image id=”1″]Per la serie: la vita ti dà sempre una seconda possibilità. Ora, per carità, non è che esattamente abbiamo delle grosse testimonianze di cinema austriaco, escluso Stefan Ruzowitzki che l’anno scorso si è preso l’Oscar per il miglior film straniero con Il Falsario. Eppure l’impressione è che “Revanche” di Gotz Spielmann, pur avendo battuto una concorrenza agguerrita per entrare in nomination, non riuscirà a ripercorrerne le orme, vuoi per il fatto che trattava di un tema più accattivante, vuoi perché era pervaso da una certa atmosfera più “ebraicamente” arguta e spiritosa.

Resta il fatto che il film sembra aver colpito positivamente il pubblico e il gusto nordamericano, vista la vittoria al festival di Palm Springs a fine gennaio. Chissà. Noi italiani, orfani ancora una volta della nomination, non abbiamo di che sperare. Certo è che, con tutta la rassegnazione del caso, resta difficile pensare che “Gomorra” non valesse questa “Revanche”. Che sia a Parigi che a Berlino (e a Vienna) significa vendetta, punizione. Nei confronti di chi, non si è capito. Ma il sospetto cade su chi è seduto in poltroncina, al buio, di fronte allo schermo.