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Paesaggi della memoria. Gli acquerelli di Roesler Franz

[oblo_image id=”1″]Poco prima di Natale si è aperta a Roma la mostra Paesaggi della memoria: gli acquerelli romani di Ettore Roesler Franz dal 1876 al 1895. L’esposizione è stata organizzata nel centenario della morte dell’artista, famoso per le sue vedute ad acquerello. Ettore Roesler Franz, rampollo di un’ottima famiglia romana originaria della Boemia, girava senza sosta per la Roma fin de siècle immortalando gli ultimi scorci vernacolari della città avviata ormai verso le irreversibili modificazioni urbanistiche dei piani regolatori del 1873 e del 1882. I soggetti preferiti dei suoi acquerelli, schizzi, bozzetti e fotografie sono i paesaggi della campagna romana, della via Appia, le vedute dell’amata Tivoli, le campagne inglesi.

[oblo_image id=”2″]Tuttavia la sua notorietà è legata alla serie della Roma pittoresca, il ciclo di 120 acquerelli dedicati alle trasformazioni urbanistiche della città divenuta, nel 1870, capitale del Regno: alla mostra, fino al 24 marzo, se ne potranno ammirare solo 79. Meandri e scorci di una Roma nascosta. Immagini di una Roma sparita con i suoi quartieri, vicoli e case attraversate da genti e mestieri ormai scomparsi. Il rapido processo di modernizzazione della città lo spinse a fotografare e a dipingere le zone interessate dalle ristrutturazioni urbanistiche e quelle più esposte al pericolo di demolizione. La sua attenzione si concentra così sulle zone maggiormente coinvolte in questi irreversibili mutamenti: le rive del Tevere (dove furono abbattuti gli edifici per poter costruire i muraglioni di contenimento del fiume), ma anche le zone di Piazza Venezia, dei rioni storici di Borgo, Trastevere, Monti, del bellissimo Ghetto, tutti luoghi dove furono cancellate testimonianze urbanistiche e architettoniche del tempo che fu.

[oblo_image id=”3″]Aggiungerei al tempo stesso la nostalgia per la progressiva perdita di stili di vita tradizionali del popolo romano, di tutti quei mestieri legati al fiume che ha da sempre rappresentato per i romani una risorsa. Acquaroli e vaccinari, barcaroli e molinari, pilorciatori, renaroli, fiumaroli e lavannare.. Umili lavoratori che affollavano le sponde del Tevere, quando ancora era biondo: dal porto di Ripetta al porto di Ripa Grande, dove approdavano le imbarcazioni provenienti dal Mediterraneo colme di merci e di pescato, pronto per essere venduto poco più in là, al Foro piscario, il mercato del pesce del Portico d’Ottavia.

Immagini di una Roma che non c’è più, amata dai romani (da quelli veri soprattutto), dai turisti e già cantata dai poeti. Girandoci, ancora oggi però ti ripeti quanto è bella, e ti chiedi chissà come, per quale motivo e grazie a chi, questo miracolo di bellezza in fondo possa durare ancora. Si moro e poi rinasco/ prego Dio de rinasce a Roma mia… Noi pe’ grazzia de Dio semo romani..” scriveva il Belli

Orario: Dal martedì alla domenica 10.00 – 20.00

Biglietto d’ingresso: € 5,50 intero – € 4,00 ridotto
Info e prenotazioni: 060608 dalle 9.00 alle 22.30

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