Pubblicità
HomeSpettacoloCinemaOnibaba di Kanedo Shindo e altre eccentriche visioni

Onibaba di Kanedo Shindo e altre eccentriche visioni

Per la rassegna “Eccentriche visioni” (www.jfroma.it/attivita/cinema.htm), organizzata dall’Istituto Giapponese di Cultura e il Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo, vengono passati in rassegna i registi nipponici che di più hanno rappresentato la cultura giapponese e che allo stesso tempo hanno regalato alla cinematografia internazionale eccellenti opere filmiche.
[oblo_image id=”1″]Il ciclo di proiezioni, iniziato lo scorso febbraio, ha avuto per protagonisti Takeshi Kitano e Ozu, a cui sono state anche dedicate rispettivamente una conferenza e una tavola rotonda, con l’intervento di attori e critici.
Tra gli altri registi celebrati anche Kanedo Shindo di cui vogliamo qui ricordare Onibaba (Assassine), una storia altamente simbolica ispirata a una leggenda giapponese.
Anzitutto la scelta del bianco e nero, in un’epoca (il film è del 1964) in cui l’uso del colore era già molto diffuso, costituisce una precisa scelta stilistica per esaltare i contrasti di luci e ombre, a cui corrispondono contrapposizioni tematiche. Un’operazione questa talvolta un po’ forzata (si pensi ad esempio alle luci ritagliate per il solo volto, nel buio della capanna, talvolta troppo delineate e artefatte) che tuttavia segue una precisa direzione narrativa.

L’ambientazione è infatti davvero suggestiva, una sorta di canneto, composto di steli alti e flessibili da cui deriva una struttura simbolica che attraversa tutto il film. Si tratta di un paesaggio che nasconde, permettendo l’uccisione selvaggia di tutti i malcapitati da parte di due contadine disperate e ancora nasconde una fossa nel terreno, che lentamente si riempie di scheletri.
L’atto del celare è riferito anche al desiderio amoroso, facendosi occasione di voyeurismo, e all’amore stesso che può consumarsi liberamente perché protetto dai folti steli. Si configura così l’eros e il thanatos brutalmente confusi dall’ondeggiare della massa erbosa, capace di dipingere un’ambigua sovrapposizione grazie all’effetto cangiante del chiaroscuro. È il passaggio che rimanda oscillante dalla passione sedata e a quella impetuosa, dalla nitidezza della calma luminosa e al forte disturbo visivo, quando nell’immagine si agitano il vento e le corse affannose.
[oblo_image id=”2″]Il paesaggio nasconde, infine, perché è sinonimo di solitudine, come suprema paura che si impadronisce della mente, soprattutto in condizioni estreme. È l’ultima risorsa rimasta all’uomo per non impazzire e per sopportare la vita. Ecco perché l’anziana suocera si spinge a travestirsi da demone per spaventare la nuora, per non perderla, come già accaduto per il figlio in guerra, per non rimanere isolata in quel luogo impervio, incapace ormai di essere coltivato.

Lo spirito di brutalità ferina che si scorge nei personaggi fin dall’inizio (fin da quella scena in cui le donne si dissetano e mangiano avidamente subito dopo l’omicidio dei due soldati) aleggia nel film come il motore della sopravvivenza eppure la sua cruda legge finisce per ritorcersi contro gli stessi carnefici. La condanna della guerra da parte del regista è palese e parte quindi dalle conseguenze disumane che essa innesca anche là dove non è combattuta.
Interessante, infine, l’uso prevalente delle percussioni, nella colonna sonora, che rimandano di certo alle pulsazioni selvagge impadronite delle due donne. Esse sottolineano la fame che spinge alla caccia ma anche la corsa affannata ed eccitata della giovane donna che corre verso il suo nuovo amante. Ancora amore e morte, ancora quei battiti ben ritmati che oscillano nel velato e ambiguo mistero delle due pulsioni.

Le prossime eccentriche visioni:

MERTEDÌ 1 aprile
Ore 18.00 III° incontro sul cinema giapponese: introduzione ai film del 1 e 8 aprile a cura di Adriano Aprà
Ore 19.00 proiezione del film Utamaru o Meguru Gonin no Onna di Kenji Mizoguchi (1946)

MERTEDÌ 8 aprile
Ore 19.00 proiezione del film L’incidente di Yoshitaro Nomura (1978)

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments