HomeCulturaLuigi Einaudi "torna" al Quirinale, sessant'anni dopo.

Luigi Einaudi “torna” al Quirinale, sessant’anni dopo.

[oblo_image id=”1″]Opere d’arte, fotografie, testimonianze inedite e oggetti quotidiani. Per documentare le fasi della vita di Luigi Einaudi, intellettuale e statista di alto rigore morale, con un forte impegno civile. L’esposizione ospitata al Palazzo del Quirinale, Galleria di Alessandro VII, dal 13 maggio al 6 luglio, dal titolo L’eredità di Luigi Einaudi: la nascita dell’Italia repubblicana e la costruzione dell’Europa, è la prima di una serie di iniziative, realizzate per celebrare il sessantesimo anniversario dell’elezione del grande statista a Presidente della Repubblica, nel 1948.

Curata da Roberto Einaudi, la mostra ripropone la figura di Luigi Einaudi: economista liberale, professore all’Università Bocconi di Milano e all’Università di Torino, viticoltore nel suo podere a Dogliani, raffinato collezionista di libri rari, giornalista de La Stampa, Corriere della Sera e The Economist, direttore di riviste scientifiche come la Riforma Sociale e la Rivista di storia economica, Governatore della Banca d’Italia dal 1945 al 1948, Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955.

[oblo_image id=”2″]Nel percorso espositivo vengono ricostruiti i tre studi di Luigi Einaudi: lo studio alla Banca d’Italia dove progettò la stabilizzazione della lira; lo studio al Quirinale, da dove garantì la ripresa della vita democratica dell’Italia repubblicana; lo studio-scala di San Giacomo, prediletto luogo di appartata riflessione. All’interno degli ambienti evocati o ricostruiti troveranno posto i documenti, gli oggetti, i quadri, gli arredi, i dipinti e le sculture originali. L’esposizione si articola in più sezioni affidate a studiosi coordinati da Pierluigi Ciocca: dall’infanzia alla prima guerra mondiale, agli anni oscuri del fascismo e della guerra, alle proposte einaudiane per l’Europa, alla Consulta e alla Costituente, dove nacquero le nuove istituzioni democratiche, alla ricostruzione economica come Governatore della Banca d’Italia e Ministro del Bilancio, fino alla Presidenza della Repubblica. Dopo l’esposizione al Quirinale sarà ospitata, in autunno, a Milano, nelle Sale del Palazzo Reale e nella primavera 2009 a Torino, presso l’Archivio di Stato. La mostra è corredata da un documentario di Luca Einaudi e Nicoletta Leggeri, in collaborazione con l’Istituto Luce, sulla vita del Presidente Einaudi.

Presso la Banca d’Italia, nel pomeriggio del 13 maggio, si svolgerà un Convegno sui temi einaudiani, della libertà economica e della coesione sociale.

L’esposizione è resa possibile grazie al contributo di Assicurazioni Generali, Associazione Bancaria Italiana, Camera di Commercio di Roma, Camera di Commercio di Milano, Camera di Commercio di Torino, Compagnia di San Paolo, Comune di Roma, Fondazione Carialo, San Giacomo Charitable Foundation e Unioncamere, e al supporto della Fondazione Corriere della Sera.

Sezioni
“Gli anni formativi e prime maturità (1874 – 1914)”, a cura di Roberto Marchionatti
Questa sezione descrive gli anni dell’infanzia e della formazione culturale di Einaudi in Piemonte, dedicando particolare attenzione alla sua formazione universitaria, sotto la guida del professor Cognetti de Martiis nel suo laboratorio di economia politica, e alla sua vita privata di marito e padre. Largo spazio è dedicato alla sua iniziale simpatia per il movimento operaio, alla direzione della rivista “Riforma Sociale”, alla sua carriera di giornalista prima a “La Stampa” poi al “Corriere della Sera” e, dal 1909, al “The Economist” come corrispondente per l’Italia.

“Dalla Grande Guerra al regime fascista (1914-1926)”, a cura di Paolo Silvestri
Allo scoppio della prima guerra mondiale Einaudi è schierato con l’Intesa, Senatore del Regno (1919) e Direttore dell’Istituto di Economia Politica alla Bocconi di Milano (1920), Einaudi guarda al cosiddetto “Biennio Rosso” (1919-1920) come a una regressione della civiltà, ravvisando nell’avvento del Fascismo un mezzo per il ripristino dell’ordine pubblico. Ben presto deluso, il 1° maggio del 1925 firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce. Il 28 novembre del 1925 si dimette dal “Corriere della Sera”, nel 1926 viene estromesso, per ragioni politiche, dall’insegnamento all’Università “Bocconi” e al Politecnico di Torino.

“Dagli anni del raccoglimento all’esilio svizzero (1926-1944)”, a cura di Riccardo Faucci
In questi anni Einaudi è perseguitato dal regime fascista, partecipa poco alla vita politica e suo malgrado a quella universitaria, conservando solo la cattedra presso l’Università di Torino. Tutti e tre i suoi figli hanno problemi col regime. Luigi cerca di condurre un’esistenza normale, frequentando allievi ed amici e dedicandosi alle riviste di economia che dirigeva. Scrive sui grandi economisti nazionali e internazionali. Nel 1943 è costretto alla fuga attraverso le Alpi per arrivare in Svizzera, dove vivrà in esilio per circa un anno.

“Luigi Einaudi e L’Europa”, a cura di Umberto Morelli
Questa sezione sottolinea con grande evidenza la modernità del pensiero di Einaudi, che già nel 1897, a soli ventitre anni, aveva intuito la necessità di dar vita agli “Stati Uniti d’Europa”. Einaudi è annoverato tra i maestri del pensiero federalista del Novecento. Scrisse pagine fondamentali su temi quali la distinzione tra federazione e confederazione, la crisi dello Stato sovrano, l’origine della guerra, l’organizzazione dello Stato federale, la necessità della Federazione europea.

“L’Unione europea e l’economia dei mercati globali”, a cura di Francesco Forte
Questa sezione prende le mosse da due saggi: “Per una federazione economica europea e “I problemi economici della federazione europea”. Sono due testi fondamentali per lo sviluppo dell’analisi che Einaudi pone alla base di una Unione europea di natura federale, aperta ad ulteriori sviluppi e operante in tendenziale regime di libero scambio, in una economia che, con un termine ora in uso, possiamo definire di mercati globali.

“Consulta e Costituente 1945 – 1948”, a cura di Valerio Zanone, Christian Blasberg
L’attività parlamentare di Einaudi alla Consulta e nella Costituente accompagna la transizione dalla monarchia, di cui nella campagna elettorale del 1946 Einaudi era sostenitore per tradizione subalpina e per motivazioni di equilibrio costituzionale, all’esordio della Repubblica. Come tenne a ricordare dopo l’elezione al Quirinale, Einaudi diede con decine di interventi alla Costituente “qualcosa di più di una leale adesione”.

“La Banca d’Italia e il Ministero del Bilancio 1945 – 1948”, a cura di Massimo Omiccioli
Quando Einaudi si insedia nella Banca d’Italia come Governatore, agli inizi del 1945, l’Italia è ancora “tagliata in due”: fra le province liberate del Sud e quelle del Nord, sotto l’occupazione nazista. Il ripristino della sovranità monetaria, la ricostruzione economica del Paese, la stabilizzazione della lira e il reinserimento dell’economia italiana nel nuovo contesto mondiale: furono queste, le grandi questioni che Einaudi dovette affrontare alla guida della Banca d’Italia e, nel 1947, quale Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Bilancio nel quarto Governo De Gasperi.

“La Presidenza della Repubblica 1948 – 1955”, a cura di Paolo Soddu
La sezione centrale della mostra è dedicata ai sette anni della sua Presidenza della Repubblica, dopo l’elezione avvenuta l’11 maggio 1948 (al quarto scrutinio con 518 voti su 872).

“San Giacomo e le terre di origine 1897 – 1961”, a cura di Roberto Einaudi
Il podere di San Giacomo in Dogliani, acquistato a soli ventitre anni, indebitandosi, è il luogo più amato da Luigi Einaudi. Ritornò sempre in questo posto, per curare i suoi vigneti e la sua grande biblioteca, arrivata nel tempo a 70.000 volumi.

Orario:
dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30
domenica dalle 8,30 alle 12

Ingresso gratuito
Costo del biglietto con visita al Palazzo: 5 Euro

Chiuso il lunedì e le festività
Per informazioni: www.quirinale.it – www.mostraluigieinaudi.it

Catalogo: Skira, Milano. Testi di Roberto Marchionatti, Paolo Silvestri, Francesco Forte, Umberto Morelli, Valerio Zanone, Massimo Omiccioli, Paolo Soddu, Paola Carucci, Roberto Einaudi.

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