Yotel a Londra: il lusso di dormire alla giapponese

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[oblo_image id=”1″]L’oriente detta moda anche nel dormire. La notizia arriva dalla cosmopolita capitale britannica, dove è stata inaugurata la nuova catena degli “Yotel” fondata dal geniale Simon Woodroffe, il quale, dopo aver iniziato i palati londinesi al gusto del sushi giapponese con i suoi fast food Yo-Sushi, ha voluto rivoluzionare anche il settore alberghiero creando nelle vicinanze dei più importanti scali aeroportuali degli hotel ad ore tra i più piccoli del mondo.

Approdato negli aeroporti Heathrow e Gatwick di Londra e prossimamente presso lo Shipol ad Amsterdam, lo Yotel è una struttura ricettiva unica in Europa, pensata per far fronte alle esigenze di coloro che tra un volo e l’altro hanno bisogno di riposarsi dallo stress di un interminabile viaggio, affittando una cameretta anche per sole quattro ore.
La particolarità dello Yotel è infatti proprio la dimensione ridotta delle sue camere che, ispirandosi all’idea di microspazio degli hotel-capsula di Tokyo, non superano i dieci metri quadrati e sono prive di finestre.

Così descritte potrebbero sembrare a prova di claustrofobia, in realtà non c’è nulla da temere perché le stanze degli Yotel sono capolavori di design, di tecnologia e soprattutto di organizzazione.

Il viaggiatore che vi alloggerà avrà pertanto l’impressione di essere capitato in una superconfortevole e colorata cabina di prima classe di un aereo o di uno yacht: aria condizionata, appositi armadi per riporre le valigie, minibagno con doccia, impianto radio, grande tv al plasma con tanti dvd a disposizione, collegamento wi-fi ad internet, check-in automatico. E se manca il ristorante si potrà contare su un curatissimo servizio in camera, in grado di accontentare con i suoi menu leggeri anche chi è perennemente a dieta.

Le tariffe sono contenute se si valuta il rapporto qualità-prezzo anche rispetto agli standard degli alberghi londinesi, ovviamente variano secondo quanto viene richiesto (per visionarle il link è http://www.yotel.com/).

Insomma se perderemo l’aereo a Londra ora sapremo dove andare per poter schiacciare un pisolino all’ultimo grido. Rinunceremo senz’altro a quel liberatorio sbadiglio consumato davanti ad una finestra aperta sul panorama della città, ma in fondo non si può aver tutto dalla vita, o no?