Vince l’arbitro: il derby esalta Nicola Rizzoli

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[oblo_image id=”1″] Si erano ipotizzato scenari apocalittici per il mondo arbitrale. Le roventi polemiche dell’ultimo turno di campionato, la lettera di protesta della Juventus e l’attenzione morbosa dei media rendevano il derby della Mole una partita da codice rosso. La stessa designazione di Nicola Rizzoli aveva destato perplessità visto il pericoloso precedente della sfida tra Fiorentina e Juve di questa stagione. Invece, l’arbitro bolognese è stato riconosciuto in modo unanime come il migliore in campo. Ad essere apprezzato è stato l’atteggiamento tenuto per tutta la durata della gara. Nessuna smania di protagonismo, nessuna intransigenza con i giocatori, continua ricerca del dialogo sempre nel rispetto dei ruoli. Da sempre la calma è la virtù dei forti: Rizzoli non si è fatto condizionare dalle polemiche e ha scelto la strada della semplicità. Metro di giudizio omogeneo e grande serenità nel condurre la gara al novantesimo. Anche il nervosismo finale è stato superato senza eccessivi intoppi: nessun dubbio sul cartellino rosso mostrato a Nedved per la “trattenuta” di capelli ai danni di Comotto. Le pagelle del dopo gara gli hanno riservato soltanto voti da primo della classe: per una sera Rizzoli ha superato Del Piero e Buffon, Rosina e Recoba. Insomma, una direzione di gara che sembra segnare la strada maestra da seguire per i colleghi. Che sia chiaro: un arbitro ha tutto il diritto di sbagliare e non può essere linciato pubblicamente per una prova non impeccabile. Ma al di là delle moviole che scandagliano un singolo episodio, è fondamentale l’approccio con cui si scende in campo. Se giocatori ed arbitro collaborano è più facile evitare le polemiche e smorzare la tensione. Quando, invece, il direttore di gara pretende di salire in cattedra rischia di perdere la fiducia dei calciatori andando incontro ad inevitabili difficoltà. La speranza è che il derby segni un’inversione di tendenza: dover discutere quasi esclusivamente degli errori arbitrali non giova a nessuno nè allo spettacolo nè alla credibilità del campionato. Il calcio rimane per milioni di italiano il giocattolo più divertente: cerchiamo di non romperlo.