Una cinese a Wimbledon: la favola di Zheng Jie

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[oblo_image id=”1″] Ti sorprende vederla in campo con il suo metro e sessantatre a combattere con giganti che le rendono 20 centimetri. Nessuno si sarebbe aspettato di ritrovarla in semifinale a Wimbledon come unica alternativa al dominio delle sorelle Williams. Eppure Zheng Jie ha centrato l’appuntamento con la storia superando di slancio campionesse come Agnes Szavay o Nicole Vadisova e soprattutto annichilendo la numero al mondo, la croata Ana Ivanovic. Come lei stessa sottolinea, nel suo Paese i giovani che si avvicinano allo sport scelgono prevalentemente tuffi o ping pong. Ora la speranza è che il suo exploit spinga qualche connazionale ad optare per le racchette più grandi. Un risultato che lancia un segnale in vista delle imminenti Olimpiadi di Pechino. In ogni disciplina, gli atleti di casa saranno da tenere sotto stretta osservazione: tutto è stato preparato al meglio affinchè la nuova potenza dell’economia mondiale trionfi nel medagliere. Già la nostra stella del nuoto Federica Pellegrini aveva fatto suonare un campanello d’allarme sui rischi di ritrovarsi improvvisamente con prestazioni superlative da parte dei beniamini del pubblico. Ma il risultato di Zheng Jie non è minimamente inficiato dall’ombra lunga del doping. Nel corso del torneo, ha mostrato una straordinaria capacità di leggere tatticamente la partita mandando fuori giri le avversarie.

La tennista sorprende anche fuori dal campo. Il premio per aver raggiunto la semifinale nel tempio londinese è di 236.000 Euro. La Zheng, tuttavia, non vedrà un centesimo di questa cifra per due ragioni. La prima è rappresentata dal governo cinese che incamera i soldi conquistati nelle manifestazioni sportive per poi lasciare le briciole ai protagonisti. Il secondo motivo è che la Zheng – come già fatto dopo il Roland Garros – ha deciso di devolvere tutto il suo guadagno alle vittime del terribile terremoto del Sichuan, la sua regione di provenienza.

Il filo comune è la semplicità: fare le cose per bene senza prendersi troppo sul serio. In fondo il tennis è un gioco, i problemi della vita sono altri. Lo sanno tutti, in pochi se ne ricordano nel momento di massimo splendore.