HomeCulturaArteSasnal porta a Trento i drammi del dopoguerra

Sasnal porta a Trento i drammi del dopoguerra

[oblo_image id=”4″]Che accadde nell’Europa dell’Est dopo la fine del comunismo? Quale sensazione, quali reazioni provocarono l’arrivo e il dilagare dello stile di vita capitalista? Quale pesante eredità ancora ci portiamo dietro dalla Seconda Guerra Mondiale? Quante ferite ancora rimangono aperte? A spiegarcelo e ad analizzarlo ci pensano gli storici e i libri di scuola ma per rievocarlo e comunicarlo ci vuole l’arte. Ci sono i film, le fotografie, i romanzi e le poesie. E c’è anche la pittura. La Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento ospita fino al 15 giugno un pittore polacco, vincitore nel 2006 del Premio Vincent Van Gogh del Museo Stedelijk di Amsterdam, che quel passaggio da est a ovest lo ha vissuto pienamente, se lo porta dentro e riesce poi a stenderlo in pennellate d’olio su tela. Si tratta di Wilhelm Sasnal e della sua prima personale italiana in un’istituzione pubblica: Years of Struggle – Anni di lotta.

[oblo_image id=”3″]Le opere scelte per questa mostra spaziano tra alcune delle tematiche toccate dell’artista nella sua carriera: l’ebraismo e la Shoah, il suo paese natale in Polonia, gli edifici religiosi, le fiabe, la musica. Trovano spazio quindi i campi di concentramento, rivisti attraverso una chiave fumettistica in un intreccio schematico di cancelli e sbarre, ritratti di personaggi dai tratti somatici quasi inesistenti, annullati dal tempo, muti spettatori degli avvenimenti, la piccola città di Moscice in cui l’artista vive e trova ispirazione, il paesaggio polacco, la passione per le band musicali.

[oblo_image id=”1″]La produzione di questo pittore, che si diletta spesso anche con la macchina da presa, è talmente variegata che nessun quadro assomiglia al precedente e riusciamo ad individuare davvero pochi punti fermi: la scelta della tecnica (olio du tela) e la grande influenza sul suo lavoro della storia, pubblica e privata. Sono infatti pervase di memoria comune o intima tutte le sue opere, sebbene poi lo spunto possa nascere anche da oggetti banali. Punti di partenza per le sue riflessioni su tela sono spesse vecchie icone propagandistiche, pubblicità datate e immagini rubate al fotogiornalismo, a riprova, ancora una volta, della sua attenzione per la contingenza storica, politica e culturale. Le sue opere, in cui predominano le sfumature di bianchi e neri, spaziano dal ritratto, alla pittura naturalistica, dal pop alla pittura astratta. Sasnal dimostra una gran sensibilità nella lettura della realtà, sia pubblica che privata, e i suoi soggetti sembrano perdere la loro identità nel passaggio sulla tela, diventando meri mezzi per commentare la storia o per comunicare la memoria personale. Entrambe aleggiano sulle immagini, mentre ci soffermiamo sui dettagli che Sasnal sceglie per noi e anche una bobina di pellicola o un dischetto per computer diventano strumenti per sviluppare una propria identità nella società in continua evoluzione che ci circonda.

Wilhelm Sasnal. Anni di lotta.
a cura di Maria Brewinska e Fabio Cavallucci
fino al 15 giugno 2008
Galleria Civica di arte Contemporanea – Trento
www.workartonline.net

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