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Roma, Festival ostaggio delle occasioni perse

E dopo la confusione, l’assalto. Leggero, ma significativo. Ormai questo Festival del Cinema orfano di star e personalità sembra sempre più indifeso e in balia degli eventi. La manifestazione degli studenti che ieri ha messo in agitazione la placida macchina organizzativa sembra solo l’ultimo contrattempo di un evento che sembra, purtroppo, interessare a pochi. Fortunatamente l’intelligenza di tutti, ragazzi e forze dell’ordine, ha evitato scontri seri al di là di qualche scaramuccia verbale e qualche minaccia di manganellata. Poteva andare peggio.

Peggio invece sembra già andare al mondo. In questa seconda giornata del Festival è approdato a Roma “8”, film corale sui famosi otto obiettivi che l’Onu si era prefissa di raggiungere nel 2000. E che otto (appunto) anni dopo sono ancora ben lontani dall’essere anche solamente avvicinati. Riduzione della mortalità infantile, sconfitta dell’AIDS, sostenibilità ambientale, istruzione diffusa, cooperazione internazionale raccontati dall’occhio di autori come Wim Wenders, Jane Campion, Mira Nair, Gael Garcia Bernal in otto episodi tra il documentario e la fiction che cercano di sbatterci in faccia altrettante occasioni perse dall’umanità in questi anni per colpa della cecità dei Grandi del mondo.

Un buon tentativo che però si scontra con la difficoltà di riuscire anche solo ad affrontare certi temi. La sensazione resta, al di là degli episodi della Campion e dei due registi africani che affrontano tragedie a loro purtroppo familiari, che lo sguardo degli autori resti un po’ troppo “lontano”. Che non si sporchi con le tragedie che passano sullo schermo. L’episodio di Wenders sembra addirittura scritto da Bono, protagonista indiretto del filmato. Niente da dire contro gli U2. Ma forse serviva qualcosa di più incisivo. E non basta far parlare cinque minuti Muhammad Yunus, il geniale bengalese inventore del microcredito che grazie a piccoli gesti di fiducia sotto forma di prestiti indivisuali “occidentali” ha fatto ripartire l’economia rurale (e non solo) di buona parte del Sud del mondo.

Fuori, ogni eco della manifestazione dei ragazzi s’è ormai spenta. Coppie passeggiano a braccetto verso le fermate dell’autobus. Speriamo che domani si ricordino ancora che cos’è il microcredito. Altrimenti all’elenco dovremo aggiungere un’altra occasione persa.

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