HomeTecnologiaRiciclo: un "mercato" in costante espansione

Riciclo: un “mercato” in costante espansione

Vecchie edizioni di console, computer, lettori mp3, elettrodomestici, monitor e soprattutto telefonini: il Natale ha sicuramente portato nelle case della maggior parte di noi nuovi gadget elettronici che vanno a sostituire quelli vecchi, spesso per motivi anagrafici piuttosto che di usura. Nel solo Regno Unito si stima che ci sono più di undicimila tonnellate di vecchi telefonini ormai inutilizzati che occupano cassetti, armadi o, peggio ancora, discariche.

[oblo_image id=”1″]La scorsa estate una catena americana di negozi ha lanciato una campagna di riciclaggio di dispositivi elettronici che spaziava dai cellulari alle televisioni: come risultato di ciò, alcuni punti vendita furono letteralmente sommersi da un’enorme quantità di “tecno-rifiuti“. Il meccanismo sotteso dietro questo evento, credo sia legato al fatto che la maggior parte di noi non sa che farsene dei vecchi cellulari o dei lettori mp3 ormai divenuti obsoleti e pensa sia opportuno conservarli in fondo ai cassetti dei propri comodini. Quattro anni fa uno studio del National Safety Council rilevò che meno del dieci per cento dei tecno-rifiuti viene effettivamente riciclato: in molti si stanno oggi chiedendo come arginare il problema dell’inquinamento ambientale, tenendo conto dei materiali tossici e dannosi, come piombo e mercurio, contenuti da molte componenti elettroniche. Nel tentativo di arginare questo problema fondamentale per il nostro pianeta, la legislazione comunitaria prevede che i produttori provvedano a garantire il ritiro e il riciclaggio dei vecchi modelli. Ma le iniziative in questo senso sono ancora poche: “Il riciclaggio di dispositivi tecnologici è oggi fermo al punto in cui si trovava quello dei barattoli di alluminio circa vent’anni fa”, sostiene Walt Rosenberg, Vice-Presidente del settore Sostenibilità sociale e ambientale della Hewlett-Packard. Nel frattempo il mondo della ricerca sta lavorando a una tecnologia riciclabile di prossima generazione, utilizzando materiali biodegradabili e riciclando tonnellate di vecchi materiali e impiegandoli in maniera ecologicamente sostenibile.

Intorno alla predetta direttiva europea sta sicuramente fiorendo un mercato da i numeri meritevoli di attenzione, avviato dalle più importanti case produttrici di nuove tecnologie: Motorola, le Poste americane, Tim, Vodafone, AMA e HP sono soltanto alcuni nomi di società che si stanno muovendo in questa direzione. Offre quindi ampie prospettive di guadagno il mercato del riciclo, aiutato e sostenuto anche da nuove policy che vogliono indurre i produttori ad essere ecologicamente responsabili, usando materiali ecologicamente sostenibili e più semplici da riciclare, nell’ottica della tanto decantata ma spesso scarsamente ottemperata, responsabilità sociale dell’impresa contemporanea.

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