HomeSpettacoloCinemaPa-ra-da, bell'esordio per Marco Pontecorvo

Pa-ra-da, bell’esordio per Marco Pontecorvo

C’è un modo epidermico per capire se il film appena visto vale il biglietto. E’ un attimo. Appena fuori dalla sala, per strada: se veramente vi è piaciuto, vi immedesimerete nel protagonista. Buono o cattivo, non conta. La sensazione è così netta che si avverte sulla pelle. Come un brivido. Come Pa-ra-da. L’esordio alla regia di Marco Pontecorvo, noto direttore della fotografia e figlio dell’indimenticato Gillo (La battaglia di Algeri).

Presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, il film ha già ricevuto qualche premio ed è andato al Festival di Toronto. Racconta la favola vera di un pagliaccio buono e dell’amicizia con una banda di ragazzini rumeni allo sbando. Il protagonista, Miloud Oukili (Jalil Lespert di Passeggiate a campo di Marte e in Risorse umane), è un clown mezzo francese, mezzo algerino. Mezzo pazzo, per le cose che farà. Quasi da solo.

[oblo_image id=”1″]Parigi, 1992. Miloud lascia famiglia e studi. Sale su un treno, destinazione Bucarest. Ventenne irrequieto, ha voglia di cambiare per un po’ aria. Di partecipare allo “spettacolo” di un mondo che sta cambia in fretta, in prima persona. E per lui quel mondo, in quel preciso momento, ha i confini della Romania del dopo Ceausescu. Il destino poi ci metterà del suo circoscrivendoglielo ancora fino ai dintorni della stazione Bucaresti Nord: un microcosmo violento e aberrante. Ma congeniale al maghrebino di Parigi. A Bucarest, Miloud è ospite di un’assistente sociale italiana e del suo ex. Con loro entrerà in contatto con associazioni del volontariato e con la Caritas. Ma lui è attratto da altro: da binari, da vagoni-merce, da tombini disseminati, qua e là, intorno alla stazione. E dai boskettari. L’infanzia derelitta, coprotagonista delle riprese neorealistiche di Pontecorvo. Ragazzini tra i tre e i sedici anni, costretti a prostituirsi e a borseggiare per conto della malavita locale. Sono sporchi, mal vestiti e hanno dei sacchetti di plastica appiccicati alla faccia. Dentro c’è della colla che sniffano tutto il giorno: un po’ mammella negata, un po’ imitazione spavalda dell’unico modello adulto a loro disposizione. Di notte, scendono nel sottosuolo della città per i tombini. Come topi. Di giorno, riemergono. Sempre la stessa scena, senza soluzione di continuità. Senza prospettiva.

Miloud, l’anomalia che non t’aspetti, rompe l’equilibrio mortale con gli arnesi che ha a disposizione: un naso rosso posticcio, il mimo e una buona dose di risate. A un certo punto, trova la soluzione a quell’inferno. S’inventa una vera e propria compagnia circense (Pa-ra-da) che trasformerà – non ‘come d’ incanto’, come succede nelle vere favole, ma dopo un lungo lavoro sul concetto del rispetto di sé – quei ragazzi di strada in artisti di strada.

Pontecorvo ha maturato l’idea di girare questo film per caso. Guardando il telegiornale e leggendo i quotidiani. Era il 2001. Per il suo primo lungometraggio ha preferito la macchina a mano, preferendo «l’agilità dei 16 millimetri e il teleobiettivo ai macchinari ingombranti da 35 mm, che sarebbero risultati troppo invasivo rispetto alla naturalezza che volevo cogliere in questi bambini», dichiara il regista in conferenza stampa a Venezia.

A quest’impianto, che è di una regia quasi televisiva, da documentario, si aggiunge un montaggio rapido e la forza dei primi piani delle facce dei piccoli protagonisti.

Il risultato è un’interpretazione di attori non professionisti assai convincente. In particolare, il ruolo di Cristi (Robert Valeanu) e quello di Tea (Cristina Nita). E l’assenza di facili pietismi e scivolamenti in stereotipate prese di posizione.

Pa-Ra-Da , prodotto da Rai Cinema e Panorama Films (con un budget di soli due milioni di euro), sembra piuttosto la fedele trasposizione filmica di quanto realmente accaduto al clown Miloud e ai suoi piccoli amici. Al massimo, se a forza si vuole portare alla luce una qualche componente valoriale sottostante al lavoro di Marco Pontecorvo, essa sta a monte. Fuori dalla trama narrativa: è l’urgenza di trattare temi come questi. Che sono scomodi e, a volte, noiosi. Difficili da rendere appetibili da un punto di vista dell’intrattenimento massmediatico. Essendo la maggioranza del pubblico ormai appiattito sulle solite banalità hollywoodiane. Ma questo non fa che remare a favore di registi palesemente e, con coraggio, impegnati come Marco Pontecorvo. In altre parole, ben vengano film di questo genere, perché parlare di emarginazione, d’infanzia calpestata, di miseria è sempre e comunque giusto. Doveroso girarli. Doveroso andarli a vedere.

La pellicola, nelle sale italiane dal 19 settembre, si prepara ad un tour nelle scuole di ogni ordine e grado. Un canale promozionale importante quello che ha come target le giovani generazioni. A loro è diretto primariamente il messaggio dell’associazione benefica PARADA, nata nel 1996 e presente ormai in molte nazioni: al mondo ci sono migliaia di bambini nelle stesse condizioni dei boskettari che hanno bisogno di aiuto.

PARADA Italia
via Breda, 54
20126 Milano
Tel 0225539237
www.parada.it
info@parada.it

Regia: Marco Pontecorvo
Sceneggiatura: Marco Pontecorvo, Roberto Tiraboschi
Attori: Jalil Lespert, Evita Ciri, Daniele Formica, Patrice Juiff, Cristina Nita, Gabriel Adrian Rauta, Robert George Valeanu
Fotografia: Enzo Carpineta
Montaggio: Alessio Doglione
Musiche: Andrea Guerra
Produzione: Panorama Films
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: ITALIA 2008
Uscita : 19/09/2008
Genere: Drammatico
Durata: 100 Min
Formato: Colore

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