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Milano: ciak ai rapinatori di sguardi all’Oberdan

Cinema d’autore di rapinatori falliti. Ha avuto inizio il 21 dicembre allo Spazio Oberdan, famosa cineteca di Milano, la rassegna Rapinatori di sguardi.

Fino al 30 dicembre, 11 films, veri capolavori del genere, saranno proiettati come rare gemme durante le festività natalizie.

Da Polansky, a Godar, a Kubric, a Monicelli, a Taratino solo per citare i più noti. registi che hanno fatto la storia del cinema e che danno uno sguardo al mondo della rapina e dei rapinatori da un punto di vista estetico, evidenziando le sconfitte, le ironie, i chiaroscuri, le sfumature.

Si è partiti con Banditi a Milano, lungometraggio di Lizzani del 1968 e con il celebre Quel pomeriggio di un giorno da cani di Lumec, del 1975, con un indimenticabile Al Pacino.

Il 22 sarà la volta di due capolavori del genere quali il corto, datato 1903, di Porter: La grande rapina in treno e Fino all’ultimo respiro di Godar, del 1959, con Jean Paul Belmondo, che interpreta il ruolo di Michel un giovane ladro un po’ strafottente, che uccide un poliziotto e sarà tradito da un’indipendente e irriverente fidanzata, interpretata da Jean Seberg.

Perla del 1954 è invece Grisbi di Jacques Becker con Jean Gabin, Jeanne Moreau e la nostra Delia Scala. All’Oberdan il 23, il film narra la vicenda di due ladri che vogliono ritornare alla vita normale dopo un ultimo colpo. Ma il progetto è rovinato a causa di una confidenza tradita.

Il 27 sarà in sala, Roberto Succo, lungo del 2000, di Cèdric Kahn. Noir drammatico e pieno di suspance racconta di una serie di delitti e violenze che avvengono sul percorso Costa Azzurra-Savoia, tratta che ogni fine settimana compie il giovane Kurt per andare a trovare la sua fidanzata.

Si proseguirà poi il 28 con la proiezione di Cul de Sac di Polansky, con Jacqueline Bisset.

E’ la storia di due poco di buono mal riusciti, e dell’amore per una donna giovane, bella e perversa. Il 29 l’Oberdan propone tre proiezioni che rivedere provoca sempre un’emozione, quali Rapina a mano armata di Kubrick, del 1956; una pietra miliare del film italiano datato 1958, I Soliti ignoti di Monicelli e Gang di Altman, del 1974.

Rapina a Mano Armata racconta di Johnny che insieme a alcuni complici organizza un grosso colpo all’ippodromo, ma la rapina finisce nel sangue e il destino si farà beffa del protagonista.

I soliti ignoti, ricco di un cast d’eccezione quale: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salavatori, Claudia Cardinale e Totò, narra la vicenda di 4 ladri improvvisati che preparano un colpo che a causa della loro goffaggine non va in porto.

Altam, in Gang, fa muovere invece i personaggi durante il periodo della grande depressione americana. Il protagonista il giovane Bowie, un pericoloso assassino evade da un penitenziario con altri due detenuti. I tre diventano protagonisti della cronaca nera fino a quando uno di loro viene ucciso mentre l’altro catturato. Bowie si ritrova così, solo con la propria compagna incinta.

La rassegna si concluderà il 30 con il sempre rivedibile e un po’ violento Le Iene- Cani da rapina di Tarantino che nel lungo girato nel 1992, racconta di una rapina andata male, compiuta da 6 gangster, che alla fine si rileva essere una trappola per eliminare i malviventi.

Per informazioni su gli orari delle proiezioni:
www.cinetecamilano.it

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