HomeCulturaL’evoluzione quotidiana, proprio sotto i nostri occhi

L’evoluzione quotidiana, proprio sotto i nostri occhi

[oblo_image id=”1″]Ogni giorno, sotto i nostri occhi, nelle nostre città, le tante specie (animali e vegetali) che vivono con noi mutano e si evolvono velocemente, per sopravvivere e adattarsi all’ambiente fortemente antropizzato. E’ questa la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori del Centro di Ecologia Funzionale ed Evolutiva del CNRS a Montpellier, in Francia,che pubblicano i loro risultati in un articolo sull’ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences(PNAS). In particolare lo studio ha riguardato le piante erbacee ed infestanti, tra le quali è stata scelta la radichella di terrasanta (Crepis sancta) come oggetto di studio. Lo studioso francese Pierre-Olivier Cheptou e i suoi colleghi hanno dimostrato che l’aumento delle aree coperte da cemento e asfalto ha forzato le piante a cambiare il tipo di semi che esse solitamente producono.

[oblo_image id=”2″]La radichella di terrasanta è una pianta erbacea annuale, in Italia comune in Piemonte, Liguria, Sardegna e nelle regioni centrali, e molto diffusa anche in Francia meridionale, prediligendo normalmente aree incolte, pascoli aridi, ruderi e bordi di strade e viottoli. Questa pianta produce due tipi di frutti: uno più leggero che viene facilmente trasportato dal vento e uno più pesante che tende a cadere al suolo. I ricercatori hanno quindi raccolto campioni di semi di Crepis sancta in numerose località della Francia meridionale, per coltivarle in serra. Confrontando le piante provenienti dalle zone rurali con quelle trovate in ambienti urbani hanno così scoperto che queste ultime producono un quantitativo molto minore di semi leggeri. Sulla base dei dati raccolti i ricercatori hanno infine elaborato un modello matematico grazie al quale hanno potuto stabilire che, per evolversi, l’attuale varietà urbana di Crepis sancta ha impiegato non più di 12 anni.

Questo adattamento all’ambiente urbano potrebbe peraltro mettere a rischio la vitalità della specie, secondo i ricercatori, in quanto la minore dispersione dei semi implica un minore flusso genetico fra i diversi esemplari della pianta.

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