Lavori usuranti: la difficile vita degli allenatori

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Chi fa l’allenatore di mestiere sa che quando le cose vanno male la colpa ricade inevitabilmente su di lui. Due vecchie volpi come Francesco Guidolin e Giovanni Trapattoni di burrasche ne hanno passate tante e sono sempre riusciti a tornare sulla cresta dell’onda. Ora però sono chiamati ad una prova quanto mai difficile, anche se per ragioni diverse.

[oblo_image id=”3″] Il tecnico veneto ha concluso definitivamente – forse… – la sua esperienza al Palermo raccogliendo l’ennesimo esonero da parte del vulcanico presidente Maurizio Zamparini. Sulla panchina dei rosanero è tornato Colantuono quasi a voler sposare la teoria dei corsi e ricorsi storici proposta da Giambattista Vico qualche secolo fa. Guidolin vanta un curriculum di tutto rispetto ma mai avrebbe pensato di essere il protagonista di una telenovela dai contorni incredibili. Un rapporto di amore e odio con il presidente caratterizzato da addii ed improvvisi ritorni, da conferenze stampa al vetriolo e da smentite altrettanto imbarazzanti. Per quattro volte il tecnico è stato allontanato e poi frettolosamente richiamato: un record pressoché imbattibile. Una situazione ai limiti del sopportabile per l’allenatore sedotto e abbandonato come avviene tra due amanti che litigano quando stanno insieme e che si fanno sopraffare dalla nostalgia quando si separano. Ora però le strade si sono divise irrimediabilmente e Guidolin si è subito detto disponibile a nuove avventure, sperando che siano meno tormentate.

[oblo_image id=”2″] C’è chi vanta un palmares pressoché ineguagliabile impreziosito da 10 titoli nazionali conquistati in ben 4 nazioni differenti ma che di ritirarsi non ha nessuna intenzione. Giovanni Trapattoni è il futuro allenatore dell’Irlanda, ma attualmente siede sulla panchina del Salisburgo. Dopo aver conquistato il titolo nella stagione passata, il campionato in corso si sta rivelando più combattuto. Nel giorno di Pasqua era in programma il big match casalingo con il Rapid Vienna. Doveva essere la partita della svolta, si è rivelata la peggior disfatta dell’inarrivabile carriera del Trap. Lo 0-7 finale parla da solo e segna il sorpasso in vetta dei rivali. Il tecnico di Cusano Milanino però non è il tipo da arrendersi così facilmente. Ha chiesto ai giocatori una reazione d’orgoglio dichiarandosi convinto che alla fine sarà il suo Salisburgo a laurearsi campione.

Dopo tutto, chi fa l’allenatore sa che dopo la bufera torna il sereno. Basta avere la pazienza di aspettare e la forza di rialzarsi. Intanto in bocca al lupo ad entrambi. Ne hanno bisogno.