Sì, viaggiare
Continua il viaggio, ricercando spunti di riflessione, cercando di affinare lo stile fotografico. Sin qui ho trattato di punti che reputo particolarmente interessanti, suggerito letture, meditato sul lavoro di alcuni maestri del passato. Oggi il web è una preziosa risorsa per tenere viva quella che – da parte di due simpatici fotografi milanesi – è stata definita la “magnifica ossessione”.
Continuare a cercare

Recentemente ho accennato anche a quella che ho chiamato Fotografia Minima. È una scelta operativa che, sin dall’inizio, mi ha aiutato ad imparare come selezionare gli elementi essenziali. Soltanto quelli utili alla comunicazione. La ricerca così diventa più ristretta e mirata a supportare il percorso. In rete è crescente una sconfinata marea di video proposti da soggetti di varia specie. È impegnativo, più che altro in termini di tempo, cercare e scegliere a chi prestare maggior attenzione. Tuttavia è uno strumento utile, un ricco compendio alla lettura di libri ed all’osservazione di fotografie d’autore stampate.
Compagni di viaggio
Girovagando tra i canali, ho incontrato Damiano e Roberto di Riflessioni Fotografiche. Li ho sentiti parlare della “magnifica ossessione” e mi sono fermato ad ascoltare. I due disquisiscono simpaticamente – e in maniera obiettiva – delle emozioni forti che ci assalgono ogni volta che interagiamo con fotocamere, obiettivi e tutto l’inerente alla materia fotografica. È vero. Sorridendo nel profondo, ammetto di essere anch’io affetto dal morbo, da quella scossa interiore. A Roma dicono: «Me sento ‘n friccico!». In ogni caso lo reputo un canale di buona qualità, poiché spazia su tutti gli argomenti con un approccio molto realistico.

A proposito di comunicazione, recentemente ne ha parlato Alessio Furlan sul suo canale Youtube. Anche qui sorge una distinzione fondamentale per noi che vogliamo raccontare attraverso le nostre foto: se chi guarda la foto prova qualche emozione stiamo comunicando. Se invece il commento riguarda solo qualche informazione sul luogo o sul “bel paesaggio”, vuol dire che l’immagine è semplice documentazione. A volte non diamo importanza a queste considerazioni, ma pensandoci bene sono quelle che fanno la differenza. Anche Alessio poi ci parla di come imparare a togliere dall’inquadratura più che inserire elementi. Il messaggio deve essere il più possibile semplice e chiaro.
Provviste per il viaggio
Tempo fa abbiamo parlato del dilemma del fotografo. È il dubbio che ci assale alla vigilia delle vacanze: cosa mi porto? Si tratta di una scelta talmente personale e con innumeri sfaccettature che sarebbe scorretto affrontare nuovamente. È basilare sapere come comportarsi quando decidiamo di scattare una fotografia. Il nostro obiettivo è inserire solo gli elementi necessari alla comunicazione. Se ci teniamo a viaggiar leggeri possiamo anche decidere di partire solo con lo smartphone. Magari scegliamo di farci accompagnare da qualche buona lettura cartacea, associando la visione di approfondimento su qualche canale interessante.
L’attrezzatura quindi non è tutto. L’importante è avere sempre con sé l’impeto che alimenta la nostra magnifica ossessione.