HomeSpettacoloMusicaLa graffiante psichedelia dei Psychopathic Romantics

La graffiante psichedelia dei Psychopathic Romantics

[oblo_image id=”1″]Non è da tutti intraprendere un percorso musicale complesso, decisi a portare avanti le proprie convinzioni evitando di farsi scegliere dalla vita. E’ proprio questo che gli Psychopathic Romantics intendono portare avanti con il loro primo album d’esordio. La band si è formata nel 2005 anno in cui un emigrante di ritorno dagli States dopo molti anni, decise, con altre quattro persone di dar vita ad un progetto musicale inedito.

Altered Education si propone come un album piuttosto sofisticato essendo stato concepito come un concept album, suddiviso in tre atti e un epilogo. L’idea di fondo è quella di un uomo che, come se si trovasse dinanzi ad uno specchio, inizia una seduta di psicoterapia. Da li in poi il suo cervello si presenterà come trasparente agli occhi di chi lo analizza. A volte immagine sfuocata, a volte più definita. L’album si apre con un discorso parlato che introduce l’opera. Ne segue The masses brano che gioca sulla dicotomia tra parole dure e strumenti dalla melodia lenta e tranquilla. Le atmosfere successivamente si tingeranno di un rosso cupo sulle note di Religion Fines. La band non manca di azzardi ambiziosi che si esplicitano sin dal primo atto con sound retrò come quello del banjo, l’uso della ritmica lineare per riflettere sull’umana esistenza.

[oblo_image id=”2″]Il taccuino dell’analista si è riempito di quelle parole forti. L’atmosfera diviene più rilassata e il sound assume i toni dell’azzurro e del rosa: i temi privilegiati sono quelli delle fotografie che corredano i ricordi. Lo si intuisce fin dal titolo dei pezzi: da December 1916 a Waiting for his return. E non è difficile capire che il romantico ha rimpiazzato lo psicopatico. Nel terzo atto sono la calma, la tensione, gli accenni orientali misti a quelli folk a farsi strada. Immedesimandosi nel ruolo dello psicologo, il gruppo riesce a scandagliare la mente umana e parallelamente a riscoprire sonorità che alle orecchie dei più erano state dimenticate.

Le lunghe parti strumentali, la lingua inglese di tutti i brani, potrebbero stancare l’ascolto dei più scettici. Ma il gruppo si propone come promettente e tutt’altro che inesperto. Non vi resta che “testare” i romantici psicopatici live ad esempio il 22 febbraio a Caserta all’Underground Music Hall.

Per maggiori informazioni: www.myspace.com/psychopathicromantics

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