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La calma, dopo il caos mediatico

Si è fatto tanto rumore per questo film, ma forse è giusto il clamore che sta suscitando. Lo merita, non per via della ormai celeberrima scena di sesso fra Moretti e la Ferrari, ma perché Caos calmo è un bel film. Ed è assolutamente un bene per il cinema italiano, che sia questa opera a rappresentarci al prossimo Festival di Berlino.

[oblo_image id=”1″]L’attesa conferenza stampa di presentazione del film, Nanni Moretti, se la gioca in casa, perché si tiene al Nuovo Sacher, il suo cinema. Il Sacher è gremito di stampa, e ci sono anche tutti i protagonisti, da Domenico Procacci, che ha prodotto il film con la Fandango insieme a Rai Cinema, agli sceneggiatori Laura Paolucci, Francesco Piccolo; agli attori: Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Kasia Smutniak, Silvio Orlando, Blu Yoshimi, allo scrittore Sandro Veronesi, Premio Strega nel 2006 proprio per Caos calmo, e naturalmente c’è il regista Antonello Grimaldi e poi lui, il protagonista, ed anche co-sceneggiatore: Nanni Moretti che, all’inevitabile domanda sulla scena di sesso con la Ferrari se la ride, aggiungendo: Sono cose che esistono nella vita. Credo che ognuno di voi sappia di che cosa si tratta… poi mi pare sia venuta bene!.

Il film uscirà nelle sale l’8 febbraio, con 300 copie, e la 01 Distribution già si frega le mani, visto, il successo annunciato per la pellicola. Gli applausi che tutti si prendono alla fine della proiezione, sono meritati, perché Caos calmo è un film emozionante e molto intenso, ben scritto, oltre che ben diretto. Se poi si aggiunge anche un cast eccellente, e delle musiche splendide, il gioco è fatto.

La parola agli sceneggiatori, che affermano: Abbiamo amato moltissimo il romanzo, ed abbiamo cercato di capire quale era la spina dorsale della storia per riuscire a costruire il nostro Pietro Paladini e il mondo che gli gira intorno. Il regista, Antonello Grimaldi aggiunge: La vera sfida è stata dettata dal fatto che il romanzo si svolge per 2/3 in un’auto che poi in fase di sceneggiatura si è spostato ad una panchina, comunque, l’unità di luogo rimaneva ovviamente. Ho cercato di girare ogni dialogo, ogni incontro che Pietro ha con gli altri personaggi con un stile cinematografico diverso, proprio per evitare la monotonia della ripetizione. E cosa ne pensa Sandro Veronesi, autore del romanzo, del film? Sono commosso, emozionato da quello che ho visto. Molte volte, al cinema si perde il romanzo. Qui con la semplicità hanno trovato tutto quello che c’era da trovare e sono riusciti a renderlo in immagini e dialoghi. Credo abbiamo fatto un gran bel lavoro e che la semplicità è l’arma risolutiva.

Ma veniamo a Moretti, che ha vestito i panni, o sarebbe meglio dire, ha vestito “dei suoi panni” Pietro Paladino, il protagonista principale del film, colui che rinasce dopo un lutto, quello di sua moglie, morta proprio nel momento in cui lui salva una donna, che rischiava di annegare. Sarà proprio questa donna, interpretata da Isabella Ferrari, il punto di svolta della sua nuova vita, sarà lei a rimetterlo con i piedi per terra. A Moretti viene chiesto che cosa lo attrae, personalmente e umanamente, nei personaggi lacerati dal dolore e dal lutto, dopo aver girato anche La Stanza del figlio, dove si parlava anche qui di morte, quella del figlio appunto… Sono due film diversi. Ne La stanza del figlio si parla di una famiglia che, in seguito ad una perdita, si sfascia. Qui invece c’è una rinascita, un rapporto tra padre e figlia che inizia dopo il lutto.Mentre leggevo Caos calmo non ho mai pensato di volerne fare un film, ma ho pensato che mi sarebbe molto piaciuto interpretare Pietro Palladini. Perché è un uomo che cerca di dare ordine, prima solo esteriormente, poi anche interiormente, al caos che è dentro di sè, cominciando da sua figlia, che è la persona più importante.

A Grimaldi chiedono l’importanza della nota scena di sesso nel film. E’ una scena importante, ed è stata inserita in sceneggiatura perché rappresenta il ritorno alla vita di Pietro Palladini. A chi ha visto troppo Nanni Moretti in Pietro Palladini cosa risponde Moretti? Che io non so cosa è morettiano e cosa non lo sia, ma so che è una affermazione che proprio non mi piace. Due donne, due brave attrici, Valeria Golino e Isabella Ferrari, nel film sono estremamente diverse. Ma cosa pensano dei loro personaggi le due attrici? Isabella Ferrari: Eleonora è una donna sola che non ha mai conosciuto l’amore e che ha vissuto con una facilità di mezzi, economici, e niente altro. Parla poco. Valeria Golino: Anche Marta è una donna sola. Nonostante sia piena di figli, amanti, ex-fidanzati. Lei reagisce in modo opposto ad Eleonora, parla in continuazione. Deve vomitare il suo disagio, deve tirarlo fuori, e lo fa molto spesso con Pietro. E’ una sorta di ‘grillo parlante’ e funziona un po’ come coscienza sopita del personaggio, come quando gli dice:”Tua moglie è morta e tu non soffri. Non soffri perché non l’amavi”. E’ una frase terribile, crudele, secca. Ma è anche vera. Aggiunge Grimaldi: Sono due ruoli speculari. Eleonora è metafisica e fa rinascere il personaggio. Mentre Marta tortura Pietro con le sue azioni e con le sue parole, ma lo porta anche lei a prendere coscienza della realtà.

Una rivelazione nel film è Alessandro Gassman, nei panni del fratello di Nanni Moretti, Caos calmo, l’ho trovato un magnifico romanzo e quando sono stato chiamato a fare il provino ero al settimo cielo. Ho amato molto Carlo, il mio personaggio, perché è uno che cambia. All’inizio sembra il superficiale, solo interessato alle feste e alle belle donne, e invece… è stato un onore per me impersonarlo. A Moretti chiedono, come è andata con Blu, che interpreta sua figlia. E’ stato facile rapportarmi e non credo perché sono un padre nella vita reale. Non c’è bisogno di essere veramente genitori per stabilire alcuni rapporti.

Un cenno lo merita la splendida colonna sonora, un vero valore aggiunto del film, che è stata curata da Paolo Buonvino e che comprende quattro magnifiche canzoni, oltre all’inedito, L’amore trasparente, composta appositamente per il film da Ivano Fossati.

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