Sette lungometraggi, sei cortometraggi in concorso, presentazioni di libri e filmati storici del Luce Cinecittà. Dal 20 al 26 luglio 2026 torna a Nettuno, in provincia di Roma, il Guerre & Pace FilmFest con la sua ventiquattresima edizione. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Il tema scelto dalla direttrice artistica Stefania Bianchi è Oltre la guerra: storie di conflitti, diplomazia, non violenza e salvaguardia della cultura, raccontate attraverso un programma che ogni sera prende il via alle 21:00 con i filmati dell’Archivio Storico del Luce Cinecittà dedicati all’80° anniversario della Repubblica Italiana. La conduzione delle serate è affidata alla giornalista Martina Riva.
Il programma dei lungometraggi
Ad aprire il festival, lunedì 20 luglio, è Le assaggiatrici di Silvio Soldini: ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, racconta di Rosa, reclutata insieme ad altre giovani donne per assaggiare i pasti destinati a Hitler. Il giorno successivo tocca a Campo di battaglia di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Gabriel Montesi e Federica Rosellini nei panni di medici militari negli ultimi mesi della Prima guerra mondiale.
Mercoledì 22 luglio è la volta di Jojo Rabbit, scritto e diretto da Taika Waititi, con Scarlett Johansson: un bambino cresciuto nella propaganda nazista e il suo amico immaginario Hitler, fino all’incontro con una ragazza ebrea che cambia tutto. Il 23 luglio arriva dal Libano L’insulto di Ziad Doueiri, con Kamil al-Basha, premiato con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla Mostra del Cinema di Venezia: un litigio tra un cristiano libanese e un rifugiato palestinese che diventa un processo capace di scuotere un intero Paese.
Venerdì 24 luglio Selma – La strada per la libertà di Ava DuVernay, con David Oyelowo e Oprah Winfrey, ricostruisce le marce per i diritti civili del 1965 guidate da Martin Luther King Jr.. Il 25 luglio è il turno di Il ponte delle spie di Steven Spielberg, con Tom Hanks e Mark Rylance — Premio Oscar come miglior attore non protagonista — storia vera di uno scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. A chiudere il programma, domenica 26 luglio, Monuments Men di George Clooney, con Matt Damon e Cate Blanchett: la missione di un gruppo di esperti d’arte incaricati di recuperare le opere trafugate dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
I sei cortometraggi in concorso
Ogni sera alle 21:10, prima del lungometraggio, il festival proietta i sei corti selezionati per la sesta edizione del bando. Cinque sono italiani. No Name, diretto da Silvia Estella e Ondina Sanna, segue una barca bloccata nel Mediterraneo. L’incantesimo del buio di Salvatore Bongiorno racconta di una famiglia in fuga dai bombardamenti che trova rifugio in un casolare. Quando il cielo cade di Jay Ruggiano è ambientato in una Gaza dilaniata dalla guerra, dove un padre costruisce una bugia per proteggere l’innocenza del figlio. Vestigium di Michele Alberto Chironi riporta i rastrellamenti nazisti del 1944 in Italia. The first crack in the wall di Massimiliano Lo Cicero immagina un gruppo di sopravvissuti in un mondo post-apocalittico. Dalla Palestina arriva invece Everyday in Gaza di Omar Rammal, ritratto intimo della vita quotidiana di una famiglia nella Striscia. Il miglior cortometraggio sarà premiato nella serata finale del 26 luglio.
I libri presentati in festival
Quattro le presentazioni letterarie in programma alle 20:30. Martedì 21 luglio Stefano Bufi presenta Se non io chi (Castelvecchi Editore), con il giornalista e critico letterario Filippo La Porta. Giovedì 23 luglio è la volta di La notte dei traditori di Andrea Frediani (Newton Compton Editori). Venerdì 24 luglio Giusy Sardella presenta L’amore malfatto (Fazi Editore). Chiude la rassegna sabato 25 luglio Le nuove dimensioni delle minacce. Il mondo va in pezzi? di Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte e Ferdinando Sanfelice di Monteforte.
La parola della direttrice artistica
Oltre la guerra significa guardare alle azioni degli uomini, alla scelta di restare umani, spiega Stefania Bianchi. La direttrice artistica descrive il tema dell’edizione come un modo per accendere i riflettori su storie in cui le persone sono costrette a confrontarsi ogni giorno con scelte difficili, paure e responsabilità. Questi film mettono in luce che oltre la guerra resistono la scelta della non violenza, la forza del perdono, la ricerca della verità, la coscienza degli uomini, l’amore per l’arte, il desiderio di trovare una forma di pace nonostante l’orrore, aggiunge.
Il visual di questa edizione è affidato all’arte contemporanea: una metafora visiva delle divisioni imposte dalla guerra e della cultura come via d’uscita. Il festival si svolge con il patrocinio e il contributo del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Lazio, del Ministero del Turismo e della Città di Nettuno, con la partnership dell’Archivio Luce Cinecittà.
Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Il programma completo è disponibile su www.guerreepacefilmfest.it.