Quattro puntate, quattro voci interne al museo, un solo protagonista: Orson Welles. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino lancia Il mio nome è Orson Welles, podcast in uscita dal 9 luglio 2026 con cadenza settimanale su Spotify, pensato come approfondimento della mostra omonima allestita alla Mole Antonelliana fino al 5 ottobre.
A condurre ogni episodio è Lorenzo Orsi, che dialoga con esperti del museo su temi diversi ma complementari: il rapporto di Welles con il sistema degli studios, il suo gusto estetico, le ossessioni che lo hanno accompagnato oltre i set, fino a una rilettura inattesa di Quarto Potere. Filo rosso di ogni puntata sono le letture tratte da A pranzo con Orson, il volume pubblicato da Adelphi a cura di Peter Biskind, che raccoglie conversazioni tra Welles e il regista e amico Henry Jaglom.
Le quattro puntate e i loro protagonisti
Il 9 luglio apre Fabio Pezzetti Tonion, della Bibliomediateca Mario Gromo, con Il potere degli studios e il mito del cattivo Welles: un’analisi del rapporto conflittuale tra il regista e l’industria hollywoodiana, tra leggenda e revisione storica. Il 16 luglio tocca a Stefano Boni, conservatore capo e curatore, con Contro l’eternità del gusto, riflessione sul senso estetico di Welles e sulla sua capacità di sfidare i canoni del tempo.
Il 23 luglio è la volta di Claudia Gianetto, responsabile dell’area Mole, con L’ossessione dopo i titoli di coda, dedicata ai progetti incompiuti e alle derive creative che hanno segnato la carriera del regista. Chiude il ciclo, il 30 luglio, Grazia Paganelli, responsabile della programmazione del Cinema Massimo, con Quarto Potere è una commedia: una lettura controcorrente del capolavoro del 1941.
Un racconto corale che va oltre il cinema
Il podcast non si limita all’analisi filmica. Attraverso la figura di Welles, ogni episodio apre verso il teatro, la radio, la musica e le sperimentazioni linguistiche che hanno reso il suo percorso artistico così difficile da classificare. L’obiettivo dichiarato è doppio: restituire il contesto storico in cui quell’opera è nata e misurarne l’influenza sul presente, dai linguaggi audiovisivi contemporanei al rapporto tra autore e pubblico.
A rendere il progetto peculiare è la scelta di affidare le voci non a critici esterni ma ai dipendenti del museo stessi. È un progetto in cui crediamo molto e a renderlo speciale è la natura della sua produzione: protagonisti delle puntate sono infatti i dipendenti del Museo, coinvolti non solo come voci narranti, ma come interpreti e mediatori dei temi affrontati, sottolinea Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. Ciascuno di loro parte dalla propria esperienza professionale, dal proprio ruolo e dalle proprie competenze per offrire uno sguardo personale e originale su Welles, mettendo in dialogo la sua opera con il presente.
La produzione audio è affidata a Superbudda, collettivo torinese attivo nella ricerca sonora e nella produzione musicale, già noto in città per le sonorizzazioni dei film muti al Cinema Massimo.
Dove ascoltarlo
Il podcast è disponibile su Spotify, nell’account ufficiale del Museo Nazionale del Cinema. La prima puntata è già online.