L’80 di Ronaldinho e i numeri di maglia

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Maledetto fu il campionato 1995- 96. In quella stagione per la prima volta, furono introdotti, in Italia, i numeri di maglia personalizzati validi per un’intera stagione. Fino ad allora la numerazione dei calciatori procedeva dall’1 all’11 indipendentemente da chi venisse schierato in campo di giornata in giornata. Chissà perché (questioni di marketing?), da metà anni ‘90 si decise di introdurre la numerazione personalizzata. Fatto sta che a partire da allora si è aperta la caccia ai numeri (e non solo) più strani.

[oblo_image id=”4″]All’Inter arriva Roberto Baggio che, ovviamente, vuole il “suo” numero, il 10. Ma il 10 ce l’ha già Ronaldo, che allora ripiega sul 9 fino ad allora di Zamorano. Il cileno non si perde d’animo e s’ingegna. Fa due calcoli ed elabora: 1+8 = 9 e sulla maglia scrive proprio così: 1+8. Un 18 mascherato, o meglio ornato di un + che fa la differenza.

Talvolta la scelta del numero diventa difficile perché spesso i nuovi arrivati trovano i loro numeri preferiti già sulle spalle di qualche compagno della vecchia guardia. Per cui ci vuole anche diplomazia a meno che non si voglia minare il morale e l’equilibrio del gruppo. Ecco perché Ronaldinho ha ripiegato sull’80 (suo anno di nascita) invece che forzare la mano ed ottenere da Seedorf il 10 da lui conquistato solo dopo l’addio al Milan di Rui Costa.

[oblo_image id=”1″]Sarà 80 (per lo stesso motivo di Ronaldihno, anno di nascita) anche per Carrozzieri appena passato dall’Atalanta al Palermo. Numerosi sono quelli che scelgono il proprio anno di nascita ma a volte le vie che portano alla scelta di un numero sono infinite e misteriose. Di solito però, si celebra qualcosa. Il 99 di Lucarelli è infatti un omaggio alle Bal, Brigate autonome livornesi fondate nel 1999.

Marazzina invece, ha pensato bene di glorificare lo strumento del lavoro, le scarpette. Il 41 che porta dietro le spalle è infatti il suo numero di scarpa. Gatti è nato “condannato” e perciò a Perugia scelse il 44, come la famosa filastrocca. Cassano alla Samp voleva il 18, già occupato. Allora, imitando Zamorano, ha scelto il 99 perché 9+9 fa proprio 18.
Molto curiosa l’dea del turco Hakan Sukur che scelse il 54, numero di targa della sua città.

[oblo_image id=”3″]Altri si ispirano a sportivi illustri di altre discipline. Ambrosini al Milan ha preteso il numero 23 che nel basket fu del grandissimo Michael Jordan. Confalone invece indossa il 34 per omaggiare il suo ciclista di riferimento, Kevin Schwantz.
Tommasi faceva l’impavido e il temerario affibbiandosi sempre il 17 perché nessuno lo voleva per questione di jella (ma porterà veramente sfortuna visti i gravi infortuni di Damiano!). Toni alla Fiorentina scelse il 30 per due ragioni: era il numero con cui esordii in A nel Vicenza e 30 erano pure i gol segnati l’anno prima a Palermo. Doni, da sempre numero 72 (suo anno di nascita), al ritorno a Bergamo ha preferito cambiare, anche se non di molto, e ha preso il 27, un 72 invertito! C’è poi chi si cimenta in altre lingue. A Siena il portiere Fortin scelse il 14 perché in inglese si scrive fourteen e si legge proprio fortin, come il suo cognome.
Numeri stravaganti furono il 10 di Lupatelli e il 5 di Bucci, in quanto inusuali per un portiere ma nulla più.

[oblo_image id=”2″]Fece scandalo invece l’88 di Buffon a Parma. Successe il finimondo: la società ebraica insorse, l’88 è un numero significativo per nazisti. Gigi si scusò e ripiegò sul 77. Pochi giorni fa invece Dessena, appena arrivato alla Samp, ha chiesto il 23, come gli anni della sua fidanzata.

Infine una storiella che poteva diventare realtà ma che poi realtà non è mai diventata. Per qualche periodo il Milan sembrava interessato a Maggio. A Milanello comunque avevano già deciso il suo eventuale numero, il 5. Sapete perché? Per ricordare costantemente ai cugini dell’Inter il giorno della disfatta: il 5 maggio 2002 (scudetto perso all’ultima giornata con la sconfitta a Roma contro la Lazio), non certo per richiamare alla memoria lo splendido capolavoro di poesia di Alessandro Manzoni.

Perfidi no? Nessun pericolo però, Maggio è finito al Napoli dove si è accontentato di un neutro 11. Tifosi interisti, potete star tranquilli.