Pubblicità
HomeSpettacoloMusicaJabberwocky: si fa largo il patchanka orobico

Jabberwocky: si fa largo il patchanka orobico

La band bergamasca Jabberwocky torna in pista con un nuovo lavoro discografico dal titolo “Sanch” album autoprodotto uscito a distanza di quattro anni dal primo album “Musicoviandati” (2003)e otto dall’esordio di Porcaterra”(2000).

“Sanch” (Vocabolo bergamasco per la parola ‘Santi’) rappresenta lo sviluppo in chiave più folk dell’ormai ultradecennale storia del gruppo, che ancora una volta mescola con passione musiche e ritmi etnici di varia provenienza. Percepibili infatti le influenze delle musiche balcaniche, così come quelle di gruppi sudamericani come i Fabullosos Cadillac, che però in questo lavoro vengono fortemente rifinite da più familiari toni folkloristici locali, complice una stesura di numerosi testi in lingua bergamasca, come pure la ripresa di alcuni motivi tradizionali come la travolgente “Sol put de Braca”.

In “Sanch” non mancano per i numerosi aficionados del gruppo, le caratteristiche sonore della band, fatte di percussioni e ritmi e resi trascinanti dalla carica dell’onnipresente set di fiati. Ma l’album lascia anche spazio a pochi respiri più riflessivi e d’atmosfera.

Fondamentale per questo album sicuramente è stata l’esperienza sudamericana che la band ha vissuto nell’ottobre 2005, quando insieme a gruppi come Arbe Garbe, Kosovni Odpadki, Tre Allegri Ragazzi Morti e Kraski Ovcijari, ha partecipato ad un intenso tour in Argentina e Uruguay. L’album appare infatti più maturo e forse un poco più cupo rispetto al passato, anche se in ‘Sanch’ continuano a sentirsi gli echi delle molteplici esperienze vissute dal gruppo, in particolare i primi anni vissuti come artisti di strada, durante i quali sono venuti in contatto con numerosi eclettici artisti internazionali, partecipando a festival di buskers sia in Italia che all’estero. Nondimeno l’impegno sociale sta alle basi del progetto Jabberwocky, che sono stati protagonisti di numerose iniziative a sfondo sociale e rappresenta parte del dna della band. Una storia dunque ricca di sapori che si riversano in ‘Sanch’, anche nei testi di Dulco Mazzoleni ove si alternano la consueta ironia, un velo di surrealismo, qualche slancio poetico, come pure contenuti sociali non privi di militanza politica.

Come detto, anche dal punto di vista linguistico il gruppo dà una forte sterzata in senso locale alla propria produzione, con ben quattro pezzi cantati in dialetto bergamasco tra cui il brano anglo-bergamasco “Ot i du’ des”, più due brani strumentali dal titolo in bergamasco quali “Pias mia” e Zingher rat”.

Al solito nutrita la partecipazione di musicisti nella realizzazione dell’album che comprende Dulco Mazzoleni (voci e chitarra acustica), Andrea Molinari (sax) Mattia Vavassori (basso) Igor Malvestiti (batteria) Marco De Michele (tromba) Francesco Pontiggia (basso, chitarra acustica, suoni), Michele Dal Lago (Chitarra elettrica), Masismo Signori (Percusisoni) e Luciano Togni (piano, armonica e fiati) tutti dello zoccolo duro della band, a cui si è aggiunto Leo Virgili (trombone) prestato dal gruppo friulano Arbe Garbe.

I Jabberwocky stanno mettendo a punto il tour promozionale. Al momento sono previste le seguenti date:

8 aprile, Al vecchio tagliere Nese, Bergamo.
25 aprile, Bloom, Mezzago, Milano.
1 maggio, Festintenda Mortegliano, Udine.
13 giugno, Pascat Day, Udine.
28 giugno, Birra ‘n Band, San Paolo D’Argon, Bergamo.
26 luglio, Mel Tuscania, Firenze.

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments