HomeCulturaI rifiuti avanzano. E' la cultura che ristagna

I rifiuti avanzano. E’ la cultura che ristagna

Abbiamo un obiettivo: eliminare gradualmente la produzione e l’uso di sostanze pericolose che sono fonte di contaminazione del suolo, dell’acqua, del cibo e degli organismi viventi, promovendo insieme sostituti più sicuri per l’uomo e per l’ambiente. L’impiego di tecnologie e prodotti alternativi, in molti casi già esistenti, permetterà di aumentare anche la fiducia dei consumatori. Il produttore deve essere responsabile di quanto produce e del suo smaltimento, che sia un telefonino o una nave mercantile. Greenpeace chiede alle aziende di eliminare gradualmente l’uso di sostanze pericolose nei prodotti in commercio e di attuare una politica aziendale orientata al ritiro e al recupero dei prodotti a fine vita, come nel caso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

E’ questo il motto che pronuncia al mondo Greenpeace.

[oblo_image id=”3″]Oggi, mi sono imbattuto in un nuovo spot pubblicitario. L’azienda, di cui non pronunceremo il nome, sponsorizza le sue ultimissime cialde a tutti i gusti, per caffé casalingo. Ecco che si ridimostra l’impossibilità di un utilizzo responsabile dei generi alimentari o bevande in genere. E’ bene partire dai beni di prima necessità, i quali essendo  consumati più di ogni altra cosa esistente, sono i maggiori produttori di pattume difficile da smaltire.
Come si può pensare di avere all’interno di una vaschetta di prosciutto, carta plastificata che divide ogni singola fetta?
E come si può sopravvivere alla continua distribuzione di prodotti monodose e monouso, i quali hanno come sola utilità la praticità? La praticità aumenta vendite, l’eleganza fa allungare l’occhio ai compratori, la particolarità dell’inutilità sembra essere simil-chic.

Non voglio ovviamente sostenere che sia necessario un ritorno al passato, ma senza dubbio bisognerebbe riutilizzare qualche buon sistema di una volta. E’ necessario un impegno concreto da parte del consumatore affinché certe iniziative possano sboccare in una utilizzazione consapevole e consolidata (lodevole fu la vendita del detersivo sciolto, attuata da Coop).

Ma se troppa attenzione paresse esagerazione, almeno permettetemi di far notare quello che autorevolmente denuncia Greenpeace. Si potrebbe  aprire un dibattito sul disastro del Mar Nero, oppure sulle sostanze tossiche contenute nei notebook, ma i rifiuti sono attualmente una priorità che tutti possono evitare di creare in eccesso.

[oblo_image id=”4″]Da molti anni ormai “il rifiuto” è al centro delle tematiche politico-ambientali di tutti gli stati. L’Europa ha introdotto nuove norme a tutela dei cittadini e dell’ambiente. Scarsi però sono i risultati, è un ovvietà parlarne in Italia, ed è un ovvietà la soluzione. Non esistono soluzioni alternative valide che non siano la raccolta differenziata e l’utilizzazione consapevole dei prodotti di varia natura.

Greenpeace, nella frase sopra citata, invita i produttori a un’offerta mirata, salutare e non destinata al cestino dell’immondizia con troppa facilità e poca attenzione nei confronti dell’ambiente.  
Le cialde continueranno a farle, dai venditori non ci si può aspettare un tale cambiamento, soprattutto quando questo  incidesse sui profitti.
Iniziamo noi a renderci più complicata la spesa, per non renderci la vita futura meno salubre.

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