I gol che non ti aspetti: quando la tattica non conta

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Siete stanchi di sentir parlare di 4-4-2, ripartenze, ricerca della profondità e altre diavolerie tattiche? Bene, sappiate che ci sono metodi meno convenzionali per trovare la via della rete. A volte, il caso o la furbizia possono risultare più letali di uno schema provato e riprovato in allenamento.

Iniziamo la nostra carrellata delle reti più bizzarre dell’ultima settimana dallo stadio Olimpico di Roma. [oblo_image id=”1″]I giallorossi stanno assediando la porta del Palermo ma faticano a trovare il gol del vantaggio. Ad aiutarli ci pensa un raccattapalle. Si precipita su un pallone terminato fuori e con scaltrezza lo posiziona vicino la bandierina del calcio d’angolo. I giocatori di Spalletti sono lesti nel battere rapidamente il corner cogliendo completamente impreparata la difesa rosanero. Così Mancini, nonpropriamente un gigante, può colpire indisturbato firmando la rete che incoraggia i sogni di rincorsa alla capolista. A nulla valgono le proteste del presidente Zamparini che annuncia ricorso ravvedendo nell’intervento del raccattapalle gli estremi dell’errore tecnico.

[oblo_image id=”2″] Ma questo è nulla in confronto a ciò che è successo nella Coppa d’Inghilterra tra Sheffield United e Manchester City. I padroni di casa hanno sbloccato il risultato grazie ai palloncini colorati rimasti incredibilmente in area avversaria dopo i festeggiamenti del pre-partita. Un innocuo cross proveniente dalla fascia ha colpito uno di questi cambiando traiettoria e mandando fuori tempo il malcapitato difensore. Per l’attaccante Luton Shelton è stato un gioco da ragazzi poi mettere in rete. Ciò che è ancora più impensabile per il nostro calcio è la flemma con cui la squadra di Eriksson ha accettato il gol beffa. Nessuna protesta, il portiere John Hart si è limitato ad andare a “scoppiare” di persona tutti gli altri palloncini presenti per evitare ulteriori brutte sorprese.

[oblo_image id=”3″] In Argentina invece è già una moda la mossa del pipistrello. Non è un colpo di karate, ma l’invenzione di Martin Palermo. L’attaccante, famoso anche per l’impresa di sbagliare tre rigori nella stessa partita all’esordio con la nazionale, si è reso protagonista di un’idea semplice quanto geniale. Per trovare il giusto slancio, si è aggrappato alla traversa per poi trovare la coordinazione necessaria per segnare di testa. Vale la pena ricordare che a termini di regolamento il gol era da annullare. “Appendersi” ai legni della porta è ,infatti, espressamente vietato dal regolamento. Ma difficile biasimare l’arbitro per non essersi ricordato di una regola che finora non aveva mai avuto occasioni di essere applicata…

Che per i tecnici e i maniaci di tattica ci sia nuovo materiale su cui lavorare? Nel calcio, le sorprese non finiscono mai!