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I dipinti e i disegni dei fratelli Andersen

[oblo_image id=”7″]Andreas (Bergen 1869- Boston 1902) e Hendrick C. Andersen (Bergen 1872- Roma 1940) sono due artisti ancora poco conosciuti nel nostro paese, sebbene abbiano lasciato in eredità allo Stato italiano molte opere significative e di alto valore.
Per rendere omaggio all’estro e alla personalità di Hendrick (l’unico dei due che visitò e che in seguito si stabilì definitivamente a Roma), è stato istituito nel 1999 un museo in quello che fu il suo studio e domicilio per oltre quarant’anni, nei pressi di Piazza del Popolo. Mentre al piano terra dell’edificio sono collocate le imponenti statue, i disegni-progetto dell’utopica “Città mondiale” e i busti di questo scultore e disegnatore, il primo piano ospita delle esposizioni temporanee sulle collezioni museali solitamente conservate nei depositi.

[oblo_image id=”3″]Solo fino al prossimo 30 Settembre, quindi, sarà possibile ammirare da vicino circa 50 ritratti realizzati in gran parte dai due fratelli, ma anche dagli amici pittori John Briggs Potter (1864-1945) e Howard Cushing (1870-1916), che li accompagnarono durante il loro tanto agognato viaggio in Italia. Del primo, che decise in seguito di dedicarsi esclusivamente al restauro, è in mostra un taccuino contenente le illustrazioni a penna e ad acquerello (1892 ca.) per le favole di Jean de La Fontaine. In Interno con Hendrick Andersen e John Briggs Potter(opera di Andreas Andersen del1894) egli è raffigurato al momento del risveglio in una casa di Firenze, dove il gruppo aveva preso alloggio durante la propria permanenza in tale città d’arte. Il disordine nella stanza, le pose scomposte e la presenza di un piccolo gatto ai piedi del letto, rendono l’atmosfera simile a quella degli interni bohemien.

[oblo_image id=”1″]Cushing invece, oltre che affermato ritrattista, divenne pure il cognato di Andreas che ne sposò la sorella Olivia: dopo la prematura morte del marito, ella andò a vivere con Hendrick a Roma divenendo una fervida sostenitrice e finanziatrice dei suoi lavori. In un ritratto in stile rinascimentale del 1915, è rappresentata in primo piano seduta a uno scrittoio mentre sullo sfondo si nota la residenza della sua famiglia a Newport. Questo, comunque, rimane uno dei pochi oli su tela firmati da Hendrick Andersen: egli, infatti, affermava di essere soltanto un pittore dilettante in quanto preferiva concentrarsi sul disegno e sulla scultura, sperimentando talvolta l’utilizzo di materiali alternativi (es. la terracotta per la creazione del medaglione effigiante la moglie e i figli del conte Guicciardini) . Il vero ritrattista e paesaggista fra i due, insomma, era Andreas. Nel corso della sua breve vita, egli ritrasse tanti personaggi ragguardevoli e parenti più o meno stretti, adottando uno stile internazionale di fine Ottocento tra liberty e post-impressionismo.

[oblo_image id=”2″] La sua musa ispiratrice di eccezionale bellezza ed eleganza, che egli amò immortalare sotto vari aspetti, fu Ethel Cochrane(1882-1945), ovvero la moglie di Howard Cushing. Nel 1900 la dipinse sia come una donna dell’alta società con uno sfarzoso cappello, che in un atteggiamento molto più naturale mentre si aggiusta i fluenti capelli allo specchio. Inoltre è sempre lei, probabilmente, la Fanciulla bionda pensierosa a cui è intitolato un altro quadro contemporaneo dell’artista. In Mrs Gardner nel suo giardino (1898), al contrario, la figura di questa collezionista americana è attorniata dalle piante di glicini e dal laghetto di ninfee nella sua splendida tenuta a Green Hill. [oblo_image id=”5″]L’acqua blu dell’Oceano, infine, è stata scelta come sfondo per Nellie Burke sugli scogli a Newport (1895). Tale cittadina del New England, non a caso, torna spesso nell’immaginario degli Andersen: è qui infatti che, ancora in tenera età, emigrarono con la famiglia dalla lontana Norvegia, stringendo poi amicizia con la colta e facoltosa gente del posto, fra cui appunto i Cushing.
Per approfondire ulteriormente la conoscenza delle loro vicende e del loro operato, si consiglia la lettura dei seguenti testi: – Francesca Fabiani, Hendrick Christian Andersen. La vita, l’arte, il sogno, Gangemi 2003 – Henry James, Amato ragazzo. Lettere a Hendrick C. Andersen (1899-1915), Marsilio 2000

Sede: Museo Hendrick Christian Andersen, Via Pasquale Stanislao Mancini 20, Roma
Periodo della mostra: dal 24 Aprile al 30 Settembre 2008
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 19.00. Ingresso gratuito
Informazioni: www.museoandersen.beniculturali.it; tel. 063219089

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