HomeUltima OraFrontex: in forte calo arrivi migranti nel Mediterraneo Centrale (-56%)

Frontex: in forte calo arrivi migranti nel Mediterraneo Centrale (-56%)

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Il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l’Unione Europea ha continuato a diminuire nei primi nove mesi del 2026, con un calo delle rilevazioni di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La rotta del Mediterraneo Centrale, che porta alle coste italiane, rimane una delle più battute, ma gli attraversamenti sono più che dimezzati, in calo del 56%. Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, da gennaio a settembre sono stati registrati poco più di 91mila attraversamenti.

Il calo, riscontrato su quasi tutte le principali rotte migratorie, riflette una “costante cooperazione” con i Paesi partner e l’adozione di “misure preventive” negli Stati di partenza chiave, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni in rotta verso l’Europa.

Nel solo mese di settembre sono stati rilevati circa 14.300 attraversamenti, un dato inferiore del 28% rispetto a settembre 2025, sebbene superiore dell’11% rispetto ad agosto, a causa del miglioramento delle condizioni lungo i principali corridoi marittimi. Questo periodo ha coinciso anche con la prima estate completa sotto il patto Ue sulla migrazione e l’asilo, che introduce una procedura di screening unica e standardizzata alle frontiere esterne dell’Unione.

“Sulla maggior parte delle rotte verso l’Europa – dice il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens – il numero di persone che intraprendono il viaggio è diminuito, una tendenza confermata durante l’estate e l’autunno. Tuttavia, la situazione può cambiare rapidamente: a settembre, sulla rotta atlantica verso le Isole Canarie, le rilevazioni sono state quattro volte superiori rispetto ad agosto. Le reti di trafficanti non scompaiono quando i numeri calano; si spostano e attendono un’opportunità. Il nostro compito è farci trovare pronti nel momento in cui ne individuano una”.

Il Mediterraneo Orientale è stato la rotta più frequentata nei primi tre trimestri del 2026, con circa 31.800 attraversamenti registrati, un calo del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il corridoio dalla Libia verso Creta è il più battuto su questa rotta, superando per numero di arrivi le isole dell’Egeo orientale e la frontiera terrestre con la Turchia, mentre Cipro ha registrato una quota minore. Verso la fine dell’estate, dopo un calo dovuto alle condizioni meteorologiche, gli arrivi hanno registrato una ripresa, con circa 4.800 attraversamenti rilevati nel solo mese di settembre. Le principali nazionalità sono sudanesi, bengalesi e afghani.

La rotta del Mediterraneo Occidentale, verso la Spagna, è stata l’unica rotta principale a registrare un incremento, con circa 18.300 rilevamenti, +26% su base annua. La crescita si è concentrata lungo il confine terrestre, dove i rilevamenti sono più che raddoppiati, mentre gli arrivi via mare hanno segnato un incremento dell’8%.

L’Algeria si è confermata il principale Paese di partenza per le traversate marittime, con le Isole Baleari e la Spagna continentale come destinazioni principali. Le Baleari restano il punto di ingresso più pericoloso lungo questa rotta. Le nazionalità più frequentemente rilevate sono algerini, maliani e marocchini.

La rotta dell’Africa occidentale ha registrato circa 7.100 rilevamenti, con un calo del 45%. Le misure preventive attuate dalla Mauritania e, più recentemente, dal Senegal e dal Gambia in collaborazione con la Spagna e l’Ue, hanno ridotto di molto le partenze. Il flusso rimane tuttavia instabile, osserva Frontex. A settembre, il numero di rilevamenti è aumentato drasticamente, attestandosi a circa 1.900, quattro volte il dato di agosto, con partenze segnalate dal Marocco e dal Gambia verso le Isole Canarie. Le principali nazionalità sono marocchini, senegalesi e gambiani.

I tentativi di partenza verso il Regno Unito attraverso la Manica, che comprendono sia coloro che hanno raggiunto il Regno Unito, sia coloro ai quali è stata impedita la partenza, sono diminuiti del 43%, attestandosi a circa 30.900, di cui circa 4.500 registrati nel mese di settembre. Le principali nazionalità sono eritrei, sudanesi e somali.

Le reti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina hanno fatto un uso crescente dei cosiddetti “mega-gommoni”: ad agosto, un numero record di 230 persone, tra cui oltre 20 bambini, ha raggiunto il Regno Unito a bordo di una singola imbarcazione gonfiabile. Si prevede che l’accordo tra il Regno Unito e la Francia, siglato ad aprile, rafforzerà ulteriormente i pattugliamenti lungo la costa francese nei prossimi mesi.

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