L’avvio della stagione autunnale definisce un nuovo ed eccezionale calendario espositivo nei musei, nelle fondazioni e nei palazzi storici italiani. La programmazione di quest’anno propone un itinerario di alto profilo che mette a confronto la pittura fiamminga, l’anticlassicismo cinquecentesco, l’archeologia egizia, la storia visiva del corpo e le poetiche d’avanguardia del Novecento e del contemporaneo. L’analisi delle botteghe storiche, delle collezioni extraeuropee, dell’estetica del frammento e della cultura materiale offre a visitatori e studiosi un’occasione di approfondimento filologico e di fruizione culturale distribuita lungo la Penisola.
A Milano, la stagione si apre con un fitto intreccio tra pittura d’avanguardia e tradizione fiamminga. Palazzo Reale ospita la mostra “I Brueghel”, curata da Bernard Aikema e Carlotta Striolo. Attraverso oltre ottanta opere tra dipinti, disegni e stampe, l’esposizione ricostruisce la nascita dei generi pittorici europei del Seicento, partendo dalle intuizioni di Pieter Bruegel il Vecchio per giungere all’organizzazione di bottega promossa dai figli Pieter il Giovane e Jan il Vecchio. Contemporaneamente, presso il MUDEC, apre la monografica “Matisse. Il mondo in una stanza”, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti. Circa cento capolavori provenienti da istituzioni internazionali quali il Philadelphia Museum of Art, il Musée Matisse di Nizza e il MoMA di New York illustrano come il dialogo con i tessuti islamici, le sculture africane, le maschere Yoruba e l’arte dell’Oceania abbia condotto l’artista a sovvertire la prospettiva e a rielaborare lo spazio domestico come microcosmo cromatico e culturale. Palazzo Reale completa il panorama milanese con la retrospettiva su Francis Picabia, incentrata sui celebri ritratti meccanici e sull’incessante rottura dei canoni stilistici tra Dadaismo e Surrealismo.
A Roma, Palazzo Braschi dedica una retrospettiva a Keith Haring. Oltre centoquaranta opere, dai primi Subway Drawings eseguiti con il gesso nella metropolitana newyorchese fino ai manifesti d’impegno politico contro l’apartheid e per la prevenzione sanitaria, documentano l’impatto sociale e la forza comunicativa della sua iconografia urbana.
A Torino, la programmazione autunnale intreccia la memoria della moda con la ricerca fotografica e performativa. Palazzo Madama allestisce la rassegna “Il corpo della città”, attiva dal 15 ottobre 2026 al 22 febbraio 2027. Attraverso dipinti, sculture, fotografie d’epoca, documenti storici e oltre quaranta abiti realizzati da celebri sartorie torinesi, la mostra ricostruisce ottant’anni di trasformazioni urbane, sociali e industriali tra la fine dell’Ottocento e le celebrazioni del 1961.
A Bologna, dal 3 ottobre, Palazzo Belloni ospita la mostra “Tutankhamon”, incentrata sul rigore della divulgazione archeologica. L’allestimento riunisce oltre cento riproduzioni certificate dei reperti conservati al Cairo, ricostruzioni in scala reale della camera funeraria e documenti storici dedicati alla campagna di scavo condotta nel 1922 da Howard Carter nella Valle dei Re. L’itinerario permette di comprendere le pratiche di mummificazione, la simbologia del potere faraonico e le tappe scientifiche della moderna egittologia.
A Napoli, la programmazione stabilisce un raccordo diretto tra le arti visive, la grande tradizione musicale e lo spettacolo dal vivo. Tra le rassegne più significative della stagione spicca Metamorfosi Campane – Teatro, mito e storia nei musei della Campania (attiva dal 4 settembre al 17 ottobre 2026), una rassegna diffusa promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania che trasforma i musei e i siti archeologici del territorio in palcoscenici per la prosa e le performance contemporanee. Presso il Castel Nuovo, l’esposizione “Elysian Fields” accoglie le sculture e i bronzi monumentali di Jim Dine, tra i protagonisti della Pop Art americana e del movimento Neo-Dada. Le sue figure s’innestano nelle architetture medievali del Maschio Angioino e generano un contrasto visivo e formale di straordinaria suggestione.
La selezione di queste grandi direttrici espositive lungo tutto il territorio nazionale dimostra un’attenzione costante per la qualità della cura scientifica e per la pluralità dei linguaggi artistici. Seguire queste rassegne nel corso dei mesi autunnali offre l’opportunità di analizzare i momenti di svolta della storia dell’arte attraverso percorsi rigorosi, capaci di unire il valore filologico con l’accessibilità per il grande pubblico.
Articolo a cura di Veronica Di Mauro ( tratto dal blog ©Cronache Creative – https://cronachecreative.wordpress.com )