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Freccia Verde e Lanterna Verde. Ha ancora senso sfogliarlo.

Alcune alchimie perfette riescono solamente per caso ovvero quando non si ha la minima idea di quel si sta scatenando. Fu così anche per questa serie nata semplicemente come Team Up per tentare di risollevare la morente testata di Lanterna Verde (Hal Jordan), con Freccia Verde (Oliver Queen). In due termini: il poliziotto e l’anarchico.

Hal Jordan fu scelto come Lanterna Verde dai guardiani (pelle blu) di Oa per proteggere il nostro settore spaziale, un poliziotto intergalattico abituato a operare distinguendo chiaramente bianco e nero. Oliver Queen, filantropo miliardario in bancarotta, che indossa i panni di un modello Robin Hood per colmare le lacune sociali di una società troppo ingarbugliata su se stessa per essere solamente e troppo semplicemente bianca o nera. Uomini dietro maschere, eroi dalla doppia identità che scoprono strada facendo l’eroismo dell’essere veramente umani.

[oblo_image id=”1″]Cominciò così: Lanterna Verde accorre in soccorso di un tizio aggredito da un nugolo di persone. In poche tavole la situazione viene capovolta, la gente se la prende anche con Hal Jordan, reo di aver difeso il proprietario dell’immobile, un meschino speculatore edilizio che vuole sfrattare tutti gli abitanti del condominio per far posto a un parcheggio.Accorre in aiuto, la maschera più allegra, di Oliver Queen, e LV riesce a vedere realmente la situazione ma il climax del primo numero di questa serie, divenuta leggenda negli anni settanta, scoppia nelle seguenti pagine conclusive.

Un condomino di colore osa avvicinare il crociato di smeraldo: “Ho letto di te…lavori per i pelle blu…e su un pianeta da qualche parte hai aiutato quelli con la pelle arancione…e ti sei dato da fare in modo considerevole per i pelle viola! Ci sono pelli di cui non ti sei mai curato! I pelle Nera! Voglio sapere…com’è possibile?”. Crolla violentemente il mondo duro e puro del poliziotto stellare che avverte sulle sue spalle improvvisamente tutto il peso delle ingiustizie sociali in pieno fermento all’epoca. Il comic Doom da queste pagine in poi non sarà più lo stesso.

Nei numeri successivi si formalizza l’alleanza verde (speranza non politica) dei fumetti, e intraprende un viaggio on the road ( memore dall’opera smuovi coscienze di Kerouac) per l’America assieme ad un neutrale testimone, uno dei guardiani di Oa che avrà come compito quello di registrare le avventure sociali dei due super eroi.

[oblo_image id=”2″]Sul loro cammino incontreranno il dramma della crisi mineraria, il razzismo nei confronti di un’altra pelle spesso troppo ignorata, quella rossa dei nativi americani, la corruzione della giustizia, la sovrappopolazione mondiale, tutti argomenti affrontati senza cinismo o superficialità ma amaramente irrisolti come lo erano (e rimangono) nel mondo reale. Ma complotti politici, trame losche e odi razziali non erano i soli problemi di quegli anni, era emersa difatti un’altra piaga sociale: la droga.

Il problema non poteva certo passare qui inosservato. A farne le spese fu la spalla di Freccia Verde, (il suo Robin) chiamato Speedy, che non sentendosi all’altezza dell’Arciere finisce a bucarsi nella storica copertina dell’agosto- settembre 1971 ( la serie era bimestrale) dove “ I Drogati non volano”.

La spalla tossica, il minor character della serie, condanna duramente la morale dell’epoca: Ne ho abbastanza delle paternali! E comunque la tua generazione sapeva come mentire, non credi? Ci avete detto che la guerra è divertente…che il colore della pelle è importante… che il valore di un uomo si misura dal suo conto in banca…Tutte Stronzate! Allora perchè credere alle vostre prediche sulla droga?”.

Venne suscitato un vespaio, lo stesso sindaco di New York si mosse in favore della serie scrivendo alla testata (la lettera venne pubblicata nel numero successivo). I fumetti erano diventati improvvisamente adulti. a questa serie aveva osato troppo, si arrivò a toccare la religione in uno degli ultimi numeri, dove un uomo crocefisso fa capolino in copertina ( si scopre all’interno che la storia è di stampo ecologico, il neo profeta è un convinto ambientalista che si immola per salvare l’ambiente dalle speculazioni economiche di una avida azienda). A chiudere questo entusiasmante ciclo creativo fu la crisi mistica di Freccia Verde, che debilitato da una ferita sbaglia il tiro, una freccia scoccata colpisce mortalmente un cecchino, il nostro arciere va quindi in reclusione presso uno sperduto monastero (questa vicenda verrà ripresa anche recentemente da Kevin Smith, il regista di Clerks, per la sua miniserie dedicata a Green Arrow The Quiver, la Faretra).

La serie venne sospesa ufficialmente perché vendeva poco ma in seguito venne pià volte ristampata e si giudicò numerosi premi diventando un EVERGREEN ( il gioco di parole col verde era d’obbligo), un grande classico sempre attuale e ancora in grado di interrogare questa civiltà. Una delle ultime ristampe prodotte in Italia è quella offerta dalla Planeta De Agostini (che recentemente si è accollata il compito di riproporre nel nostro paese l’universo Dc, quello di Superman e Batman).

Il volume ha 350 pp.,con copertina rigida, costa 30 euro

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