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Edoardo Oliva e la sua Sophie all’Elicantropo

[oblo_image id=”1″]Debutterà a Napoli per la prima volta, giovedì 3 aprile 2008 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 6), negli spazi del Teatro Elicantropo, la compagnia del Teatro Immediato di Pescara, che presenterà lo spettacolo Sophie, scritto e diretto da Edoardo Oliva, che ne è, anche, interprete con Valeria Ferri.

Nel febbraio del 1943, nella Germania nazista, Sophie Scholl e suo fratello Hans, ventenni ispiratori del movimento “La Rosa Bianca” che si opponeva pacificamente alle atrocità del regime hitleriano, furono arrestati dalla Gestapo, poiché sospettati di aver distribuito volantini “eversivi” nell’Università di Monaco.

Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, fino al momento in cui, riconosciuti colpevoli di alto tradimento, i fratelli Scholl furono processati e condannati a morte, mediante decapitazione, insieme ad altri amici appartenenti al gruppo.

Con la caduta del regime nazista, la Rosa Bianca divenne una rappresentazione della forma più pura di opposizione alla tirannia, senza interesse per il potere personale o l’autocelebrazione.

Avevo circa dieci anni – scrive Edoardo Oliva in una nota – quando, sfogliando un vecchio libro di mio padre sul Terzo Reich, ”Il raggio di luce della Rosa Bianca, fui colpito da alcune foto di ragazzi,. Ma la mia attenzione fu subito catturata da una di esse, la più grande, la più abbagliante, la foto di Sophie. Era la foto di una ragazza assorta, distante, malinconica, radiosa, ardita. Per circa trent’anni quell’immagine mi ha accompagnato, e dopo circa trent’anni quell’immagine è diventata Sophie.

L’opera Sophie s’ispira liberamente alla vicenda storica della Rosa Bianca ed in particolare ai verbali dell’interrogatorio tra il poliziotto della Gestapo Mohr e Sophie Scholl.

Il testo trova la sua essenza drammaturgica più profonda nella contrapposizione, nello scontro-incontro di due anime: quella Profana, ottusa, brutale eppur fragile del poliziotto, e quella Sacra, limpida, smarrita, eppur maestosamente solida della giovane Sophie. Vittima e carnefice danzano su una partitura di luci e tenebre, di suoni e stridori, di frastuoni e silenzi, sprofondano innalzandosi verso vette capovolte.

Un viaggio claustrofobico di andata e ritorno verso un capolinea, posto aldilà dei vivi, lontano, al tempo stesso, dalla Morte e pur tuttavia legato immensamente alla Vita.

Sophie, unica donna del gruppo, senza alcuna retorica, si erge nobile e coraggiosa sulla moltitudine miope dei “Mohr”. La stolta nuca dell’oppressore sarà per un attimo o per sempre percossa e raddrizzata dai colpi implacabili della Luce oppressa.

Sophie, di Edoardo Oliva
Napoli, Teatro Elicantropo – dal 3 al 6 aprile 2008

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