HomeCulturaArteDal Mozambico raccontando il dolore con gioia

Dal Mozambico raccontando il dolore con gioia

Un flash di colori e forme. Questa è la sensazione dando uno sguardo d’insieme alla mostra Con sguardo positivo. Una pittura che rappresenta storie di individui e di problemi generali, ma i cui colori sgargianti trasmettono la voglia di vivere del popolo del Mozambico, di affrontare una quotidianità difficile, quasi impossibile poi per un malato di Aids. E le forme, queste forme tonde, di tonalità calde, chiare oppure scure secondo il soggetto, avvolgono lo spettatore in un turbine che, pur descrivendo il dolore, provoca gioia.

Le storie sono di gente comune, più che altro ragazze, più o meno costrette ed inconsapevoli nell’andare a letto con uomini – questi sì consapevoli – con questa malattia, piaga di ogni società.

Tutto è nato da una struttura Day Hospital presso Maputo, parte dell’Associazione Progetto Mozambico Onlus, in cui vengono curate tutte quelle persone malate di Aids isolate dalla società e dalle famiglie, spesso rigettate anche dagli ospedali. Con questa mostra si intende rendere maggiormente consapevoli i cittadini del dramma che si sta compiendo sotto gli occhi della comunità internazionale. La conoscenza del contesto in cui da vari anni l’Associazione è presente, ha consentito di individuare giovani artisti mozambicani in grado di raccontare, vivendo in prima persona una tragedia qual’è l’Aids in Mozambico, cosa significa per loro, per la loro gente, per la loro vita. Con i 34 quadri presentati fanno giungere in Italia la voce del popolo Mozambicano in modo diretto.

[oblo_image id=”2″] Gli artisti in questo caso sono Binda e Carimo Freitas de Oliveira. Girando per la mostra, si colgono tantissimi segni di arte europea, pur con tutta la vivacità africana. Ma, chiedendo loro, si dimostrano ignari di questa cosa. Dicono solo che hanno fatto studi individuali su libri d’arte, per il resto è unicamente influenza mozambicana. Eppure, ci sono tratti di Gauguin nel periodo della Polinesia, le rappresentazioni spesso sono cubiste, in molteplici prospettive, le posizioni presentano somiglianze con Klimt, in alcuni visi vuoti si intravede De Chirico. Soprattutto, colpisce Il limite della pazienza, in cui la donna strattonata dai capelli dal marito geloso ricorda in modo impressionante la Strage degli innocenti di Guido Reni, creando un impatto emotivo molto forte.

Evidentemente uno strato di inconscio negli studi, o nell’ispirazione umana, resta sempre nel costruire l’opera.

[oblo_image id=”1″] E le storie, di bruttezza e ottimismo, sono raccontate nelle targhette, per capire il tema, per comprendere meglio le ragioni del quadro. Il percorso che si segue da una parte è il lavoro e l’amore: L’amore, come il lavoro, è lezione nella vita quotidiana. Imparai che l’amore è un’architettura che si costruisce col dialogo costante, alimentato giorno per giorno; La fedeltà è rappresentata dal numero due. L’amore a due fa bene ed è una realtà che rallegra la casa.

Adulterio, scappatelle con sconosciuti portano a cose impreviste, come la malattia. La solidarietà è ciò che muove la società, fatta di poesia: Uomini e donne, brillando di emozione nel calore del lavoro e dell’amicizia, percorrono distanze con lo splendore di una vanga logorata dall’uso. E se la nostra vita ormai è un inferno pur non ricevendo soldi cantiamo per distrarci.

Altro percorso è l’allontanamento dai curanderos, specie di stregoni che i superstiziosi usano per provare a curarsi, anche dall’Aids, come nel dipinto Cacciamo lo spirito Goi dalle nostre figlie e dalla nostra terra: La nudità della maga rivela verità segrete, incantesimi perpetrati nella notte, per trasmettere benedizioni e guarigione. Non per niente, l’Associazione ha fatto della fede cristiana la colonna portante dell’educazione alla malattia. La lettura della Bibbia e la partecipazione alla funzione religiosa nella chiesa locale hanno contribuito in larga parte a cambiare il comportamento delle persone. Le citazioni bibliche aiutano a seguire il giusto comportamento: Come disse Salomone in Proverbi 14,30: Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, l’invidia è la carie delle ossa.

Alla fine, il significato della mostra è nel dipinto “Tufo”: La donna che libera il sapere dall’interno dell’anima, è la voce che scuote le menti allertandole contro la pandemia dell’Aids. Vestite di colori sgargianti, le donne fanno fermare anche chi va in auto al suono dei tamburelli e della lirica per mettere in guardia sugli sviluppi della malattia. Questa bellezza umana contribuisce con voce consapevole a liberare la società dalla bruttura della malattia.

Con Sguardo Positivo… Aids e Sud del Mondo: artisti mozambicani raccontano
19 dicembre 2007 – 9 gennaio 2008
Palazzo d’Accursio, Bologna
orari: 10 – 12 / 15 – 19
entrata libera
Per informazioni sulla Onlus: www.progettomozambico.org

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