HomeSenza categoriaCaro mister, ti amerò... fino ad esonerarti!

Caro mister, ti amerò… fino ad esonerarti!

[oblo_image id=”1″] La nostra serie A è da sempre considerata il vero banco di prova per ogni allenatore. L’organizzazione tattica è di altissimo livello, non vi sono squadre materasso e la pressione raggiunge picchi più elevati che in qualunque altro campionato. Al valzer delle panchine ci siamo ormai abituati ma questa stagione presenta una singolare nuova tendenza: l’esonero sta diventando sempre più provvisorio. Più simile ad un arrivederci piuttosto che ad un addio. Mario Beretta del Siena, Stefano Colantuono del Palermo, Marco Giampaolo del Cagliari e Gigi Cagni sono accomunati dallo stesso destino: tornare nel luogo del delitto riprendendo il timone delle squadre da cui erano stati malamente allontanati. Ma cosa si nasconde dietro a queste improvvise marcie indietro dei presidenti? Se i risultati non arrivano, l’allenatore diviene inevitabilmente il capro espiatorio. Poco importa se i giocatori non rendono o se la campagna acquisti è stata fallimentare. L’unico tassello a poter essere sostituito è il tecnico. Spesso ci si congeda con un laconico comunicato di facciata giustificando la decisione con la necessità di dare una scossa all’ambiente. Poi, però, quasi sempre i nodi vengono al pettine e la squadra anche dopo il cambio in panchina accusa le stesse difficoltà. Ecco allora la nuova frontiera: mettere da parte tutte le incomprensioni e riprovare con il precedente tecnico sperando che la “minestra riscaldata” abbia un effetto benefico sui giocatori.

[oblo_image id=”2″] Stefano Colantuono aveva lasciato il Palermo dopo una sonante sconfitta con la Juve, ha ritrovato i rosanero con una posizione di classifica molto più deludente e in chiara involuzione di gioco. A Mario Beretta non era bastata la salvezza conquistata nella scorsa stagione a Siena per meritarsi la conferma. I toscani hanno optato per Andrea Mandorlini ma si sono pentiti molto in fretta richiamando il tecnico frettolosamente salutato pochi mesi prima. E la squadra ha ripreso un cammino spedito costruendo passo dopo passo la strada verso la salvezza. Ancora più sorprendente era stato l’esonero di Gigi Cagni, capace di portare l’Empoli sino alla ribalta della Coppa Uefa. Un avvio di stagione non esaltante era stato sufficiente per convincere il presidente Corsi ad un cambio di rotta con il subentro di Alberto Malesani. Ma una classifica sempre precaria ha spinto al ritorno del tecnico bresciano con la speranza di riacciuffare la salvezza sul filo di lana. Rientrano a pieno titolo nella categoria delle soap-opera le peripezie di Francesco Guidolin e Marco Giampaolo. Ora i due tecnici hanno deciso di chiudere definitivamente i loro rapporti con Palermo e Caglari e soprattutto con i vulcanici presidenti Zamparini e Cellino. Non si deve dimenticare l’aspetto economico. Un allenatore esonerato continua a percepire lo stipendio: richiamare i tecnici può quindi essere persino “economico”. Ma la domanda rimane la stessa: è così difficile sradicare la cattiva abitudine di allontanare gli allenatori alle prime difficoltà facendo magari un pò di autocritica o responsabilizzando i giocatori? Forse chi fa l’allenatori sa che la giostra gira sempre: se qualcuno viene fatto alzare, si libera un posto per qualcun altro. E sempre più spesso, alla fine del giro ci si ritrova al punto di partenza.

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