Capodanno 2008: a Milano con i The New Story

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Nonostante la temperatura, Milano si prepara come ogni anno a festeggiare il Capodanno 2008 in piazza: Burn è il nome dato alla serata, che promette di infiammare gli animi di tutti i presenti. Quest’anno il Duomo lascia il testimone alla zona del Castello Sforzesco, dove, tra Piazza del Cannone e Parco Sempione si terranno esibizioni di skateboard, dj set e concerti, il tutto accompagnato dai finali fuochi d’artificio a cura della Pirotecnica Benassi.

Viste le differenti fasce d’età del pubblico e i diversi gusti musicali, saranno allestiti ben due palchi, il primo dedicato ai talenti emergenti della musica italiana, il secondo al sound anni ’70; a mezzanotte i palchi saranno riuniti per il brindisi augurale.

Questo il programma della serata:

Palco Freestyle Live Party
Ore 22,30: The New Story
Ore 00,30: Inoki
Ore 02,00: dj set con Harsh (Dogo gang)

Palco Mondosettanta
Ore 22,30: dj set con musica anni ’70 e revival
Ore 00,30: Let’s Groove (cover band anni ’70 – ’80)

[oblo_image id=”1″]Protagonisti della serata, insieme al rapper Inoki, saranno Johnny, Alex, Fabio e Paolino, ossia i The New Story, gruppo punk rock che, in comune col rapper, ha il fatto di essere tra le ultime scoperte di Mtv e del suo pubblico.
La band, creatasi alla fine del 2005, ha all’attivo già due dischi, entrambi prodotti dalla Virgin/EMI: “Untold stories” del 2006 e “Different ways”, uscito il 30 novembre di quest’anno. Nonostante la giovane età, la band ha già un curriculum d’eccellenza e vanta numerosi concerti (tra cui l’apertura dei live di My Chemical Romance, 30 Seconds to Mars ed Evanescence), molti dei quali anche all’estero e un fortunato tour in Giappone, in occasione dell’uscita del primo disco anche per il mercato nipponico.

Abbiamo intervistato Johnny, il cantante del gruppo, in attesa di vederela bandesibirsi dal vivo in piazza del Cannone.

È appena uscito il vostro secondo album “Different ways”, il cui singolo “Un’altra illusione” è ai primi posti della classifica di Mtv Trl. Per l’album vi siete avvalsi della collaborazione di Steve Lyon (che ha lavorato, tra gli altri, con artisti come Depeche Mode e Cure). Soddisfatti della collaborazione e del risultato?
Sicuramente lavorare con un personaggio come Lyon, per un gruppo giovane come noi è stato un onore. Anche se il suono di quest’album, rispetto ad “Untold sories”appare leggermente diverso, meno ruvido, credo proprio che sia riuscito a cogliere la nostra vera essenza, quella di adesso per lo meno. È stato molto bravo in questo, anche se non avevamo il minimo dubbio e ci siamo affidati a lui ciecamente.

Il vostro primo album era tutto in inglese, questo secondo invece contiene anche canzoni in italiano, tra cui il singolo. Da cosa dipende la scelta?
Mah, l’inglesedi certosi presta di più al tipo di musica che facciamo e alla sua metrica. Ora però che siamo anche sul mercato italiano ci sembrava giusto rendere omaggio alla nostra “patria” e scrivere nella nostra lingua madre. Il risultato, del resto, è stato positivo.

Dal vivo avete suonato in parecchi posti, Europa e Giappone compresi. C’è un concerto o una città che ricordate con particolare piacere?
Il posto in cui ci siamo divertiti di più è il Belgio. Abbiamo fatto sei o sette date in giro per il Paese e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal calore della gente; magari la prima serata il pubblico era poco, poi però si spargeva la voce e, pur non conoscendoci, la gente veniva al concerto e si animava, partecipava. Spesso in Italia questo non succede; a parte il pubblico che già ci conosce e viene appositamente al concerto, capita di notare gente che è li, pronta solo a giudicare, senza nemmeno sapere chi siamo e che musica facciamo.

Mtv vi ha molto supportato nel lancio del secondo disco. Cosa ne pensate del “music business”, che spesso tiene in ombra gruppi anche bravi, ma che non riescono a usufruire dei benefici di questo sistema? Non è un arma a doppio taglio?
Fondamentalmente lo è, solo che quando ci sei dentro devi “ballare”, altrimenti rischi di fermarti e inciampare. La verità è che i network (radio e televisione) danno poco spazio a chiunque non sia Laura Pausini o Ligabue, soprattutto nel periodo natalizio delle “grandi” uscite discografiche. È così che il nuovo viene soffocato fin dal nascere e in giro vedi un sacco di gruppi emergenti, con live di tutto rispetto sul curriculum, che alla fine probabilmente non emergeranno mai.

Ho visto sulla vostra pagina Myspace che date molto spazio ai vostri fan, rispondendo di persona alle loro domande e richieste.
Credo sia molto importante mantenere un costante rapporto con il pubblico, soprattutto perché, dimostrandoci attenti, sicuramente guadagniamo interesse e stima da parte loro. Alla fine senza un pubblico che ci segue non potremmo certo andare avanti…

Il concerto di Capodanno in piazza del Cannone inaugura il tour promozionale dell’ultimo album. Fino a febbraio in Italia, poi toccherà anche il resto dell’Europa?
Sì, iniziamo l’anno a Milano, poi in giro per Italia ed Europa. E per quest’estate speriamo di fare qualche festival e magari tornare ancora in Belgio; ci sono davvero tanti festival interessanti a cui ci piacerebbe partecipare, in Europa come in Italia.

Per informazioni:
www.capodannomilano2008.com
www.thenewstory.net
www.myspace.com/thenewstory