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Basket: in fondo è tutta una questione di famiglia

[oblo_image id=”1″] I soldi possono molto, ma non tutto. Spesso ragioni familiari possono spingere affermati campioni ad intraprendere sorprendenti sentieri. Avevamo lasciato Gianmarco Pozzecco al passo d’addio con la maglia di Capo d’Orlando. Il play più geniale ed anticonformista del basket azzurro aveva annunciato il ritiro a modo suo. Si era presentato davanti al proprio pubblico con una maglia che recitava: “Grazie di avermi sopportato“. Lo ritroviamo adesso per l’annuncio del ritorno sui parquet. E nel pieno rispetto del personaggio, la scelta è di quelle che spiazzano. Pozzecco ricomincerà dalla C2 con la Servolana, piccola compagine triestina. Una sorta di ritorno a casa per la mosca atomica del nostro basket. Una svolta motivata anche dall’emozione di avere come compagno il fratello Gianluca. Lo stesso Pozzecco ribadisce come l’abbandono ad alti livelli non precludesse la possibilità di continuare a giocare per puro divertimento.

[oblo_image id=”2″] Quasi nelle stesse ore ma a migliaia di chilometri di distanza, un’altra curiosa vicenda familiare ha interessato i tifosi dei New York Knicks. A completare il roster è arrivato Pat Ewing. Stesso nome di battesimo, squadra, college di provenienza del padre che infiammò il Madison Square Garden negli anni ’90. Proprio per la straordinaria carriera, i Knick hanno ritirato la maglia numero 33 di Pat Ewing Senior. Tuttavia,l’arrivo in squadra del figlio potrebbe aprire nuovi scenari…

D’altra parte, gli strani intrecci familiari sui parquet hanno una lunga tradizione. Come dimenticare l’incredibile sfida tra Trieste e Varese del 1990 dove giocarono uno contro l’altro Dino Meneghin e suo figlio Andrea. Perchè nel mondo del basket i soldi sono un fattore determinante ma certe emozioni non hanno prezzo.

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