Annie Lennox licenziata: verità o strategia?

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[oblo_image id=”2″]Che sia il classico caso di “lesa Maestà” o esagerazioni montate ad arte non è ancora dato saperlo. Sta di fatto che a distanza di alcuni giorni dalla clamorosa notizia diffusa dal Daily Mirror il mistero non è ancora stato risolto. Ad Annie Lennox, gloriosa ex-vocalist degli Eurythmics, sono state attribuite frasi come mi hanno completamente ignorata. Da settimane non rispondono più alle mie telefonate e alle mie e-mail. Sto cercando di capire cosa ci sia dietro. Mi sento spenta, ho esaurito l’energia. Mi prenderò una pausa per capire cosa fare di questa libertà.

Ma a sole poche ore dalla divulgazione della notizia, Ged Doherty (presidente della Sony BMG Uk) ha fatto sapere che invece la casa discografica auspica il rinnovo del contratto e ha dichiarato: siamo incredibilmente orgogliosi di aver lavorato con Annie per oltre due decenni. Lei ha ora la scelta di continuare a lavorare con noi in futuro. Noi speriamo fortemente che lo faccia.

[oblo_image id=”1″]Dichiarazioni a tinte così forti come quelle della Lennox potrebbero però nascondere il fine di “creare un caso” attorno al suo ultimo album Song of mass destruction che nonostante abbia ottenuto risultati discreti nelle classifiche mondiali e in quella statunitense è risultato ampiamente al di sotto degli standard di vendite auspicate per un’artista del suo calibro. Di certo, invece, se fosse tutto vero sarebbe preoccupante un po’ per tutti: se viene licenziata senza tanti complimenti da una grossa major anche una cantante come la Lennox, che ha scritto grandi canzoni, venduto milioni di dischi e che ha influenzato molti altri artisti, allora la crisi discografica potrebbe aver raggiunto proporzioni non solo allarmanti ma addirittura tragiche.