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Allenatori: Zenga, l’ultimo arrivato ma con primato

[oblo_image id=”5″]Benvenuto Zenga, e ci scusi per “l’ultimo arrivato”. Ma ci riferivamo solo ad un ordine di tempo. Non è certo uno sprovveduto lo spilungone ex portiere di Sampdoria, Inter e Nazionale, assunto in settimana alla guida del Catania orfano del semi-dimissionario Baldini. Per la verità, l’ex Uomo Ragno (questo il suo soprannome da giocatore) ha cominciato la sua carriera da allenatore in Italia al Brera (vicino Milano), ma era serie D e durò solo 5 mesi. Così pensò bene di emigrare e di ripartire, meglio, dall’estero. Ecco allora le sue esperienze iniziali sulle panchine mezzo mondo: New England Revolution (Usa), National, Dinamo e Steaua di Bucarest (con l’ultima ha vinto anche uno scudetto di Romania), Stella Rossa di Belgrado (in Serbia, anche qui uno scudetto più la coppa nazionale), Gaziantepspor (Turchia) e Al-Ain (Emirati Arabi Uniti). Insomma, non è roba da poco il palmares con cui si presenta in Serie A.

Dopo 10 anni dalla sua prima panchina, Walter Zenga ce l’ha fatta, ha realizzato il suo sogno: allenare in Italia. La missione però non sarà facile. Salvare il Catania visto nel girone di ritorno non sarà un’inezia se si considera che lo stesso Baldini, autore di una grandissima prima parte di stagione, ha sciolto consensualmente il rapporto con la società etnea visti i problemi del girone di ritorno. E a chi gli fa presente se il suo “vero” debutto italiano sia duro lui ha già risposto che era ancor più duro rimanere fuori dal giro.

[oblo_image id=”3″]Fatti gli onori di casa, volevamo poi fare un’osservazione. Il nuovo allenatore del Catania detiene già un primato pur non avendo ancora mai esordito. È infatti, l’unico allenatore ex portiere fra i 42 colleghi dei due maggiori campionati italiani. Per trovarne altri attualmente su una panchina (escludendo quindi Zoff, Buso e Orsi), bisogna “scendere” in serie C e… in Campania. Brini e Simonelli, i tecnici a cui ci riferiamo, guidano entrambi squadre di questa regione, e lo fanno anche bene. Salernitana e Benevento sono infatti in vetta nei rispettivi campionati (C1 girone B e C2 girone C) e si apprestano a concludere la stagione con una promozione (i sanniti potrebbero festeggiarla aritmeticamente già domenica visti i 10 punti di vantaggio sulla seconda Pescina Valle di Giovenco). Se vogliamo anche Zenga c’entra qualcosa con la Campania visto che il primo impegno del “suo” Catania, domenica, sarà proprio contro il Napoli.

A guidare questa particolare classifica sono gli allenatori ex centrocampisti, ben 17, tra i quali figurano Ancelotti, Prandelli e Spalletti. A seguire troviamo a poca distanza gli ex difensori, 15, ben rappresentati da Cuper e Ranieri. Molto meno sono invece gli ex attaccanti, solo 9, tra cui spiccano però Mancini, Mazzarri e Novellino.

Inoltre, il neo allenatore del Catania è anche uno dei 6 allenatori fra quelli di serie A e B attualmente in sella a una squadra, ad aver vinto almeno un titolo fra Italia ed Estero (abbiamo già ricordato a proposito, gli scudetti vinti con Steaua Bucarest e Stella Rossa di Belgrado, con la quale ha vinto anche la coppa nazionale).

[oblo_image id=”1″]Il miglior allenatore con un passato da portiere è stato però un uruguaiano: Roque Gaston Maspoli. Ancor più strano se si pensa che cominciò la carriera come terzino e “solo” (si fa per dire) a 15 anni si trasformò in portiere. Con il Penarol vinse 6 scudetti da giocatore e il Mondiale con la Celeste (soprannome dell’Uruguay) nel 1950. Ma fu bravo anche in panchina. Da allenatore, sempre del Penarol, vinse 5 titoli consecutivi, una Coppa Libertadores (la nostra Champions League) e un’Intercontinentale (ora Mondiale per Club). Non basta. Da semplice cittadino vinse anche due volte la lotteria uruguaiana. Un uomo a dir poco fortunato si direbbe!

[oblo_image id=”2″]Piccolo vanto italiano. Oltre al suddetto Maspoli e al più famoso Zoff, c’è stato solo un altro portiere campione del mondo poi allenatore, e sempre italiano: Aldo Olivieri, portiere azzurro nel 1938 e poi tecnico di Inter, Udinese e Juventus negli anni ’50. Pure il suo bilancio fu ottimo: 2 secondi e un terzo posto in serie A.

Il nostro Uomo Ragno proverà quindi, oltre a dare una svolta alla propria carriera, anche ad arricchire questi positivissimi, ma comunque pochi, precedenti. Proverà a dare lustro alla categoria degli allenatori ex portieri. Gli esempi prima di lui, come abbiamo visto, non sono mancati, ma sono ancora pochi, anche per un fatto di proporzioni: in campo si va in 11 e solo uno è il portiere. Di conseguenza anche fra gli ex calciatori che poi intraprendono la carriera da allenatore ci saranno meno ex numeri 1. Ad ogni modo, buona fortuna Walter ma, da tifoso del Napoli… a partire dalla prossima giornata, non da questa domenica!

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