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Vincere alla fine. Ma proprio alla fine…

[oblo_image id=”1″] Ha dato l’addio come fanno i grandi. Atteso e acclamato al passo d’addio, ma la sua fama non è stata alimentata da vittorie e successi in giro per il mondo. Peter Buckley rimarrà agli annali come il peggior pugile della storia della boxe. Si è presentato al match di congedo con il poco invidiabile record di 32 vittorie in 299 incontri con addirittura 88 sconfitte consecutive negli ultimi cinque anni. Perdere quasi come fosse una vocazione. Ma farlo con stile non è da tutti. Nessun combattimento truccato, pugni veri come dimostrano i segni sul volto tumefatto. E come se non bastasse, la soddisfazione di aver affrontato ben 18 futuri campioni del mondo. Un amore incondizionato per uno sport interpretato sempre con professionalità: “Mi sono sempre tenuto allenato per non dover mai rifiutare un match. Anche quando il preavviso era minimo, ho sempre accettato la sfida di salire sul ring. Se chiami un idraulico, non puoi aspettare 3 settimane perchè si possa preparare. Perchè le cose dovrebbere cambiare quando si tratta di un pugile?” Ma a 39 anni era comunque giunto il momento di appendere al chiodo i guantoni. Per il canto del cigno ha scelto la sua Birmingham. L’avversario non poteva che essere modesto come il connazionale Matin Mohammed, ma nella vigilia dell’incontro si insinuava un dubbio molesto. Meglio chiudere in bellezza o prolungare la sequenza di sconfitte rimanendo coerenti con la propria storia? Peter ha preferito la prima strada. Faticando da onesto manovale del ring fino a conquistare il successo ai punti. Dopo tanto tempo la soddisfazione di poter rialzare le braccia al termine dell’incontro in segno di vittoria è ancora più dolce. E poi, c’è davvero da temere di trovare un altro pugile in grado di battere il record di 88 sconfitte di fila?

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