In Ungheria, la democrazia è “rinata” nello scorso aprile, quando Viktor Orban è stato sconfitto nelle urne da Peter Magyar, attuale primo ministro. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intervenendo, a Budapest, in una cerimonia ufficiale per i 70 anni della rivoluzione ungherese del 1956, repressa nel sangue dall’Armata Rossa (i morti furono 2.500-3mila).
“Trovandomi qui oggi – ha affermato von der Leyen – non occorre che vi ricordi cosa significhi far rinascere la democrazia. Sei mesi fa, il popolo ungherese ha votato per aprire un nuovo capitolo: per voltare pagina rispetto ad anni di divisioni, di fiducia logorata, di libertà ridimensionate e di prosperità compromessa. Otto ungheresi su dieci si sono recati alle urne, molti per la prima volta. Si è trattato della maggiore affluenza registrata dalla fine del regime comunista.
Quella sera, ha continuato, “la gente si è ritrovata per le strade; perfetti sconosciuti si abbracciavano. Non era una manifestazione organizzata a tavolino, bensì un’esplosione spontanea di gioia: creativa, colma di speranza, autentica. E qui, sulle rive del Danubio, dove, settant’anni fa, le persone marciavano e morivano per dare vita alla democrazia in Ungheria, quella sera la gente ha ballato e festeggiato la rinascita della democrazia ungherese. Ancora una volta, questo Paese ha lanciato al mondo un messaggio di speranza: l’arretramento democratico può essere invertito; la disinformazione e la strategia della paura possono essere sconfitte; il futuro della democrazia è nelle mani dei cittadini. E, insieme, la democrazia prevarrà“, ha concluso.