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Un notebook che funziona da sismografo portatile

[oblo_image id=”3″]Il vostro notebook come sismografo: ecco l’utilizzo che non avete mai immaginato per il vostro pc. All’interno dei computer portatili più recenti, infatti, è presente un piccolo chip che funziona da accelerometro per proteggere da scossoni e vibrazioni le parti più delicate della macchina. Così i ricercatori del progetto Quake Catcher Network (QCN) hano pensato che, raccogliendo i dati provenienti da molti computer, dotati di un opportuno software scaricabile dal sito qcn.stanford.edu/downloads, si potesse costruire una capillare rete di sismografi.

Il progetto sta già raccogliendo un buon numero di adesioni, dal momento che sono già 1500 i laptop in rete, la cui distribuzione è visibile sul sito. E già si registrano dei buoni riscontri: è stato rilevato un sisma di magnitudo 5,4 che ha avuto come epicentro la città di Los Angeles.

Uno dei principali vantaggi dell’idea, hanno spiegato Elizabeth Cochran dell’Università della California a Riverside e Jesse Lawrence della Stanford University, coordinatori del progetto, è il basso costo della nuova tecnologia.

[oblo_image id=”1″]“I sensori utilizzati per rivelare i terremoti costano tipicamente tra 10.000 e 100.000 dollari. Certamente sono molto più sensibili, e possono rivelare segnali più sottili relativi a sismi distanti in un modo che i computer portatili non potrebbero mai fare”, ha commentato Lawrence. “Tuttavia, con molti sensori a basso costo non c’è bisogno di interpolare i dati dei sensori per localizzare i grossi movimenti, perché è probabile che vi sia un laptop nelle vicinanze.”

Un altro vantaggio è che i sensori del QCN possono registrare la massima oscillazione del suolo. Molti sensori ad alta sensibilità, invece, tagliano la piena estensione delle oscillazioni che stanno misurando, anche per sismi di magnitudo moderata. Secondo Lawrence, con un numero sufficiente di sensori, “si potrebbero triangolare i terremoti per organizzare un sistema di allarme in grado di allertare gli abitanti delle zone più popolate dell’arrivo di un sisma”.

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