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Storie di sport : quando lo sport diventa leggenda. E il racconto epica

Storie di sport
Storie di sport

Per Daniel Pennac le classi migliori sono quelle in cui un allievo, appena entrato in aula, si alza per chiedere: “Maestra, per favore, leggici una storia”. Anche da grandi abbiamo bisogno di trovare storie che ci permettono di aprire parentesi, di vedere la realtà da un altro punto di vista, di scoprire lati di noi stessi che ignoravamo. Nello sport, l’impulso per l’attualità rischia di farci perdere il gusto per il racconto, per la descrizione dei dettagli che fanno uscire una partita, un combattimento, una corsa dai canoni della cronaca per entrare nella leggende. Storie di sport (www.storiedisport.it) propone un modo diverso per raccontare le gesta dei campioni divenendo un appuntamento da assaporare per i veri appassionati sfogliando l’archivio e rimanendo ammaliati dal lato più umano dei fuoriclasse del passato. Ne parliamo con il direttore responsabile, Graziana Urso:

– Come è nato il progetto Storie di Sport?

Il progetto è stato ideato nel 2008 da Marco Della Croce e Danilo Francescano con l’obiettivo di recuperare la dimensione narrativa dello sport, di valorizzare le storie di campioni ed eventi che hanno segnato un’epoca. Ho conosciuto persone che indicavano nei Mondiali del 1982 il discrimine tra una generazione e l’altra: chi non li aveva visti era “troppo” giovane. Questo la dice lunga sul significato che lo sport riveste nelle nostre vite. Oggi è spesso compresso nelle maglie della cronaca, ma non è sempre stato così: si pensi all’interesse che ha suscitato nei grandi intellettuali del Novecento, da Camus a Saba, da Hemingway a Pasolini. Storie di Sport prova a raccontare i miti del nostro tempo, senza dimenticare che mythos in greco significa “parola, discorso”: ecco perché ci occupiamo anche di personaggi sconosciuti al grande pubblico, ma non meno degni di essere ricordati. Il sito, in principio amatoriale, è diventato nel 2012 un portale giornalistico aperto a contributi esterni. Non sono poche le testimonianze di lettori che intervengono a completare il profilo di uno sportivo con le loro memorie personali.

– Un uomo solo al comando non è soltanto la citazione di un mitico attacco di radiocronaca con la voce di Ferretti per omaggiare Fausto Coppi, ma è anche il nome del vostro podcast. Cosa si propone quest’ala di Storie di sport?

Storie di Sport nasce come sito internet, perciò è aperto per statuto alla sperimentazione tecnologica. Il podcast è un ottimo strumento per esplorare nuove strade narrative attraverso la multimedialità: consente di creare atmosfere combinando contenuti, voce narrante e musica, e contemporaneamente si riallaccia alla tradizione della narrazione radiofonica, che ha insegnato al giornalismo sportivo l’equilibrio tra cura formale ed efficacia comunicativa. Così, quando abbiamo pubblicato il nostro primo ebook, “Sport for women – Storie di donne che hanno conquistato lo sport”, abbiamo scelto di riservare uno spazio al podcast. Nella fattispecie, quello su Alfonsina Strada, una pioniera dell’emancipazione femminile in Italia, che abbiamo voluto raccontare anche ricostruendo il clima di un’epoca da lei già superata con le sue scelte anticonformiste.

– Storicamente, il giornalismo sportivo vanta firme prestigiose, con il tempo si è guastato il gusto di incorniciare le storie preferendo la polemica. Spesso si parla con nostalgia dal passato, ma non credi che in fondo non siano i campioni a mancare quanto il gusto per raccontarli?

Oggi la stampa sportiva si concentra soprattutto sull’evento mediatico. Con l’avvento del giornalismo multimediale, poi, c’è una generale tendenza alla semplificazione, al pezzo “mordi e fuggi” che non permette al lettore di andare oltre pochi dati di cronaca. Non credo che il problema sia la ricerca ossessiva della polemica, che è il sale del giornalismo da sempre: piuttosto, un tempo la polemica offriva lo spunto per riflessioni che esulavano dal campo sportivo, oggi invece si esaurisce in se stessa. E’ vero, esiste una buona fetta di pubblico che pretende di costruire le proprie opinioni sulla base di informazioni rapide e sintetiche, sfidando il rischio di non riuscire ad argomentarle, ma il giornalismo non può commettere l’errore di assecondarla, in particolare non può commetterlo il giornalismo sportivo. Lo sport è cronaca, ma è anche suggestione, emozione, è l’epica moderna. Senza il gusto della parola degli appassionati sportivi non potremmo spiegarci il successo personale di un radiocronista come Sandro Ciotti. Non è un caso che “Sfide” sia un programma molto seguito, e che spuntino come funghi blog, siti e opere editoriali ispirati a questo modo d’intendere lo sport. Quanto alla presunta assenza di campioni, è indubbio che nel panorama attuale manchino personalità carismatiche come i Mohamed Alì, i Maradona, e ciò penso sia in gran parte dovuto all’eccessiva professionalizzazione dello sport, ma esistono atleti straordinari, soprattutto nelle discipline che sfuggono all’occhio dei media, capaci di interpretare e praticare con passione e sacrificio i valori sportivi. Sul nostro sito, per esempio, abbiamo raccontato le vicende di alcuni campioni paralimpici, atleti che nel resto d’Europa sono considerati tali a tutti gli effetti, mentre in Italia vengono menzionati, per altro frettolosamente, solo in occasione di qualche exploit. Un vero peccato perché invece il loro approccio allo sport richiama l’originario spirito olimpico.

– Un campione a cui sei particolarmente legata e una penna del giornalismo sportivo (del presente o del passato) che ti ha ispirato?

Ce ne sono due: Garrincha e  Ayrton Senna . Due brasiliani atipici, due talenti purissimi abbinati a una personalità schiva e impenetrabile. Dal punto di vista giornalistico, apprezzo molto lo stile e la profondità d’analisi di Emanuela Audisio. Ultimamente, ho scoperto gli articoli che Dino Buzzati ha dedicato a campioni come Ascari, Bartali e Coppi, quasi inventando una grammatica della narrazione sportiva: non è il solo tra i grandi della letteratura italiana, a riprova che lo sport può essere per tutti una musa ispiratrice ma diventa mitologia solo se ben raccontato.

Storie di sport, storie che meritano di essere raccontate e di essere lette. www.storiedisport.it

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