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Arianna Rozzo e Braska: «Sient’ a mme» è il brano dell’estate che chiede di essere ascoltate davvero

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Arianna Rozzo e Braska arrivano all’estate 2026 con un brano che ha il ritmo giusto per la stagione ma non si accontenta di esserlo. Sient’ a mme, uscita nelle ultime settimane, mette insieme due voci femminili della nuova scena italiana, due geografie distanti e un bisogno comune: farsi ascoltare senza abbassare il volume della propria identità.

Il titolo è già un programma. Sient’ a mme — ascoltami, in napoletano — non è una formula pensata per restare in testa, anche se in testa ci entra subito. È la sintesi di qualcosa di più concreto: anni passati tra consigli non richiesti, giudizi, aspettative cucite addosso troppo presto. Figlie della notte, siamo stelle con i traumi: bastano otto parole per capire che il brano non si esaurisce nel ritornello.

Due voci, due storie, un incontro a Milano

Arianna Rozzo, classe 2002, è nata a Caserta, cresciuta in provincia di Napoli e poi trasferitasi a Bergamo. Il suo percorso ha già attraversato Sanremo Giovani 2024 — semifinalista con J’Adore — la campagna VEVO Newcomers 2025 e la finale di 1MNEXT. Nel 2023 ha firmato alcuni brani per la serie Netflix Di4ri 2, tra cui il singolo Brava. La sua linea melodica porta dentro una matrice partenopea che colora il brano senza rinchiuderlo in un’appartenenza geografica.

Braska, nome d’arte di Giulia Cerasoli, è spezzina, classe 1998. Fonde soul, rap e R&B in una scrittura diretta, radicata nell’osservazione di ciò che attraversa. Il suo percorso è passato per il Genova Hip-Hop Festival, l’Alcatraz di Milano, il festival internazionale New Skool Rules di Rotterdam — dove nel 2024 è stata l’unica artista italiana in lineup — e le date europee del suo primo album in inglese, Rockstar 17.

Le due si incontrano a Milano nel maggio 2025. La connessione è immediata, personale prima ancora che musicale. Da lì nasce l’idea di uno spazio condiviso: non una collaborazione di convenienza, ma un brano capace di far convivere due provenienze sonore che si riconoscono nello stesso bisogno espressivo.

Mediterraneo, urban e dialetto: come suona il brano

La produzione è di LoZar, il mix e la masterizzazione di Willy x 3Beats Studio, la distribuzione di Believe Italia. Dentro al brano convivono Napoli e Liguria, la costiera amalfitana e la giungla metropolitana, il dialetto e l’italiano, la dimensione melodica e quella rap. Il calore del Mediterraneo è presente — il mare, le notti all’aperto, le sonorità latin — ma la scrittura è segnata da immagini più dure e concrete.

L’empowerment non viene dichiarato come tema astratto. Passa dalla scelta di esserci, dalla capacità di rendere solitudine e incomprensione energia condivisa. Per noi questo brano rappresenta la volontà di dare voce a una generazione che spesso si sente messa in discussione, osservata o non compresa, ma che continua a cercare il proprio modo di esprimersi, raccontano le artiste. È un invito a farsi ascoltare davvero, a prendere spazio e a non avere paura di mostrare chi si è.

Il videoclip tra Rapallo e San Michele Pagana

Il video ufficiale è stato girato tra Rapallo e San Michele Pagana, sotto la direzione di Eslam Khalifa. Scorci urbani, luce naturale, mare ligure: il corpo di ballo 9out, diretto da Carlotta Lanata, porta nel racconto una componente fisica di gruppo coerente con l’energia del brano. Il brano è disponibile su Spotify e il video su YouTube.

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