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Ritorni e ribaltoni: il fascino della Champions

[oblo_image id=”1″] C’è chi come la Juve si è ritrovato riscoprendosi più determinato di prima. Non è la squadra più divertente, probabilmente non è neanche la più forte. Ma ad appena due anni dal terremoto di calciopoli, tra le nostre compagini è quella più solida. Pochi punti esclamativi, nessuno punto interrogativo su cui consumarsi. Ranieri ha puntato sulla concretezza: centrocampo e difesa rocciosi supportati dal solito spirito indomito. E se gli alfieri della vecchia guardia continuano ad essere decisivi, nulla è precluso.

C’è chi invece si è smarrito. Quante volte abbiamo detto che la Roma gioca il miglior calcio d’Italia, una pregevole sintesi di velocità ed organizzazione? Ora ritroviamo una squadra spenta, quasi rassegnata a farsi trascinare in un vortice letale di critiche e polemiche. Nessuna reazione contro il Palermo, eppure il fresco ricordo dello scudetto sfumato sul filo di lana gridava vendetta. Elettroencefalogramma piatto anche contro i modesti rumeni del Cluj nonostante ci fosse il fascino della Champions ad avvolgere l’Olimpico. Smarrita, spaesata, quasi irritante. Questa è la Roma di oggi, con il comandante Spalletti tormentato sui perchè di una crisi imprevedibile fino a poche settimane fa.

Sulla carta, tra le nostre a rischiare di più doveva essere la Fiorentina. Formazione giovane, senza esperienza internazionale e ancora a secco di vittorie in campionato. Invece, sul piano del gioco, i viola sono stati i più convincenti. Esaltante il primo tempo a Lione, macchiato solo in parte dalle ingenuità che sono costate il pareggio nel finale. La squadra di Prandelli ha però dimostrato di sapersi battere alla pari anche con le avversarie più blasonate. E la coppia Gilardino-Mutu regala già meraviglie.

L’unica ad aver rispettato i pronostici vacanzieri è l’Inter. Certo il sorteggio è stato benevolo, ma gli uomini di Mourinho hanno espugnato Atene con la personalità dei grandi. E se Zlatan Ibrahimovic si conferma come indispensabile, la sorpresa arriva dal desaparecido Adriano. Proprio il brasiliano è la grande scommessa del tecnico portoghese: il pieno recupero dell’Imperatore consacrarebbe lo Special One come novello Re Mida capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca.

Ma tra delusioni e speranze la Champions manda in archivio solo il primo capitolo. Per ribaltare giudizi e pronostici c’è tutto il tempo. In fondo, basteranno altri novanta minuti per cancellare quanto fatto e detto finora.

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