Riccò: lacrime di coccodrillo o reale pentimento?

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[oblo_image id=”1″] “Ho sbagliato”. Una confessione merita sempre rispetto. Ma il caso di Riccardo Riccò non consente colpi di spugna o indulti di sorta. La positività al doping di ultima generazione ha capovolto il cielo sopra la testa del corridore: da astro nascente in traditore, da idolo a baro. Esclusione dal Tour, contestazione della folla, persino una notte passata in carcere. Di fronte a tutto questo, Riccò ha inizialmente risposto a muso duro chiedendo le controanalisi e promettendo di tornare più forte di prima. Evidentemente il ritorno a casa ha portato consiglio e il modenese ha ribaltato la propria linea difensiva. Niente più ostruzionismi o insinuazioni sulle modalità dei test, ma un’ammissione totale. Riccò ha confessato di aver utilizzato sostanze dopanti per ritrovare la condizione dopo le fatiche del Giro, concluso in seconda posizione. La Saunier Dauval avevo stilato un programma di recupero, ma aveva assecondato la volontà di Riccò di partecipare anche al Tour de France. Proprio l’ossessione di essere al top per la più importante corsa a tappe del mondo, ha tradito Riccò che è caduto nella tentazione del doping. Il modenese ha bollato la vicenda come un peccato di gioventù, ma la storia presenta ancora troppi interrogativi.

Innanzi tutto, Riccò ha agito spontaneamente o è stato aiutato da altri? La squadra ha licenziato il fido scudiero Leonardo Piepoli e le indagini francesi hanno caldeggiato l’ipotesi di un doping collettivo. Anche i valori dell’ematocriro – da sempre molto alti – tornano ad alimentare i sospetti. Riccò aveva superato le precedenti accuse, ora però la sua credibilità è quanto mai vacillante. Ultimo e decisivo quesito: si tratta di un reale pentimento? Riccò andrà senz’altro incontro ad una squalifica: l’ammissione potrebbe però ridurne i tempi. La confessione nasce dal desiderio di liberarsi da un peso divenuto insostenibile per avviare un lento processo di ricostruzione verso una nuova carriera lontana dal doping o da un semplice calcolo di convenienza?

La parabola dell’eroe che cade e si rialza è una delle più suggestive della letteratura sportiva. Auguriamo a Riccò di ripercorrerne le orme ma la strada per recuperare la stima del pubblico è più dura delle salite dove ci ha entusiasmato fino a pochi giorni fa.