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Quattro chiacchiere con lo sportivo del secolo

[oblo_image id=”1″] Cinque medaglie d’oro in cinque Olimpiadi consecutive. Nonostante l’infanzia difficile, la dislessia, l’espulsione dal college, il diabete. Un ribelle che ha saputo vincere sfide più difficili di una regata conquistandosi il rispetto e la gratitudine di una nazione intera. E che ora insegna agli altri dove trovare la fiducia in se stessi.

La storia dello sport ci presenta le imprese di molti campioni che hanno ottenuto straordinari risultati dopo un’adolescenza difficile. Secondo te lo sport può essere un’occasione di riscatto? Credo che ognuno sia bravo in qualcosa. C’è qualcuno che può incontrare difficoltà nella scuola ma eccellere nelle arti o nello sport. Noi dobbiamo garantire che il sistema educativo sia bilanciato in modo che ognuno abbia l’opportunità di trovare la strada giusta per esprimere il proprio potenziale.

Sei stato nominato Sir, sei stato eletto sportivo del secolo dalla BBC e sei in assoluto tra i personaggi più popolari in Gran Bretagna. Eppure il canottaggio è molto meno praticato di altri sport come il calcio o l’atletica. Credi che la tua celebrità sia da attribuire alla tua carriera o al tuo background personale? Alla mia carriera. C’è voluto molto tempo per prendere consapevolezza di me e del mio sport. Con le vittorie sono riuscito a portare il canottaggio sotto la luce dei riflettori. Probabilmente, se in altri sport “maggiori” come il calcio, le Gran Bretagna avesse ottenuto grandi risultati ci sarebbe stato meno spazio per il “mio” canottaggio.

Qual’è oggi il ricordo più bello che conservi della tua infinita carriera. E qual’è stato il momento più difficile? La soddisfazione consiste in un lavoro ben fatto: raggiungere il massimo livello che le tue capacità consentono. I momenti più bui sono quelli legati alla malattia (diabete) che ha reso il compito ancora più difficile.

Ora sei un motivatore. Qual’è la prima cosa che insegni ad un ragazzino che sta iniziando a fare sport? Divertiti a fare quello che fai. Se non ti diverti, non riuscirai mai a dedicare il tempo e l’entusiasmo necessari per raggiungere il top. La pianificazione e la programmazione arrivano dopo…

Parola di Sir Steve Redgrave.

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