Dal 30 luglio al 2 agosto il Monastero di Fonte Avellana, nelle Marche, ospita la seconda edizione di PROFANA, programma residenziale che intreccia pratiche artistiche, filosofia e spiritualità negli spazi di uno dei luoghi monastici più antichi d’Italia. Quattro giorni di attraversamento collettivo tra performance, dialoghi e incontri che cercano un punto di contatto tra memoria, corpo e presenza.
Al centro dell’edizione 2026 c’è Claudia Castellucci, figura di riferimento della scena performativa italiana, che porta al festival il lavoro della Compagnia Mòra. Con lei, Filippo Lilli e Ludovica Manzo di Dynamis contribuiscono a costruire un programma che non separa la pratica artistica dalla riflessione sul presente.
La seconda edizione si distingue per l’apertura a voci eterogenee. Francesca Proia, Arrepicus, Gigi Oliva, Emanuele Dattilo e Gianni Giacomelli completano il gruppo degli ospiti, insieme all’Istituto Culturale dell’Iran, presenza che allarga il perimetro geografico e culturale della rassegna.
Il format residenziale è parte integrante della proposta: i partecipanti vivono il monastero come spazio condiviso, non come semplice cornice. La scelta di Fonte Avellana — fondato nell’XI secolo e legato alla figura di Pier Damiani — non è casuale. L’architettura, il silenzio e la storia del luogo entrano nel lavoro come elementi attivi, non come sfondo.
PROFANA celebra il presente partendo da ciò che nella storia può continuare ancora ad accadere: questa la premessa che orienta l’intera programmazione, costruita attorno all’idea che arte e spiritualità non siano domini separati ma pratiche che si interrogano sulle stesse domande.
Le iscrizioni sono aperte. Per informazioni: profanafestival@gmail.com.